Non soltanto Jacopo Agostini e la sfida delle amministrative 2027. Nel suo intervento alla Festa dell’Unità di Borella, Michele de Pascale ha parlato soprattutto di Cesenatico, del suo percorso amministrativo e di ciò che, secondo il presidente della Regione, dovrà essere messo in campo nei prossimi mesi. Un intervento dal respiro nazionale, ma con un cuore decisamente locale.
De Pascale ha innanzitutto rivendicato il valore dei dieci anni dell’Amministrazione Gozzoli, arrivando a definire il primo cittadino uscente “uno dei sindaci più bravi dell’Emilia-Romagna” e sottolineando come rappresenti, a suo giudizio, “una risorsa dell’oggi e del futuro”. Parole che diventano anche una chiave di lettura per la candidatura di Agostini: non una rottura con quanto fatto finora, ma il tentativo di costruire un nuovo capitolo a partire dall’esperienza amministrativa maturata negli ultimi due mandati.
Ed è proprio guardando alla storia recente di Cesenatico che è arrivata una delle bordate più significative della serata. De Pascale non ha mai pronunciato effettivamente il nome di Roberto Buda, ma il riferimento alla necessità di “non tornare indietro” e alla continuità del percorso amministrativo assume un significato politico preciso se rapportato a ciò che accadde tra il 2015 e il 2016. L’Amministrazione guidata da Buda, eletta nel 2011, arrivò infatti alla fine anticipata del mandato dopo la crisi della maggioranza sul bilancio di previsione 2016, con la conseguente decadenza del sindaco ed il commissariamento del Comune.
“Cesenatico ha una storia di sindaci tra le maggiori qualità in tutta Italia, con un’unica eccezione”, ha aggiunto in seguito il presidente della Regione. Il nome non viene menzionato, ancora una volta, ma il riferimento appare evidente.
È dunque su questo terreno che si comprende uno dei passaggi più politici dell’intervento di De Pascale: Cesenatico, secondo la narrazione proposta dal presidente, deve proseguire il percorso intrapreso negli ultimi dieci anni, senza disperdere quanto costruito e senza ripiombare nelle divisioni del passato.
Ma il messaggio rivolto alla città non si è fermato alla continuità amministrativa. De Pascale ha indicato anche alcune questioni che, a suo giudizio, dovranno entrare nella discussione del prossimo programma: sanità, scuola, sviluppo sostenibile, salari e sicurezza. E proprio quest’ultima, ha sottolineato, non può essere lasciata alla destra: “Parlare di sicurezza vuol dire parlare di un diritto dei cittadini, esattamente come la libertà”.
Poi il ritorno al mare, e quindi a Cesenatico. Nel suo ragionamento sul 2027, De Pascale ha citato insieme Cesenatico, Rimini, Riccione e Cattolica, osservando come saranno numerose le città della costa chiamate al voto. E ha posto una domanda precisa sul turismo balneare: quale grande provvedimento nazionale, negli ultimi anni, avrebbe concretamente sostenuto, incentivato o coordinato il settore?
È qui che la dimensione locale si è intrecciata definitivamente con quella nazionale. Per De Pascale, la partita di Cesenatico non riguarda soltanto chi presiederà il Municipio nei prossimi cinque anni, ma anche quale idea di città e di territorio il centrosinistra porterà al confronto elettorale.
Infine, l’investitura di Agostini: “Jacopo, in bocca al lupo. Sarà una grande sfida”. E soprattutto la promessa di esserci, fisicamente, al suo fianco. “Scriveremo insieme una pagina nuova per Cesenatico”. Una frase che, alla luce delle parole pronunciate poco prima, contiene anche il messaggio politico più netto della serata: continuità con il decennio Gozzoli, ma con l’obiettivo dichiarato di aprire una nuova fase.

