Con l’estate ormai alle spalle, è ora tempo di primi bilanci anche per il turismo. E mentre si attendono i dati ufficiali relativi alla stagione, dal centrodestra arriva una riflessione che guarda innanzitutto al futuro di Cesenatico. Ad intervenire è Alessandro Campedelli, giovane membro del Direttivo comunale di Fratelli d’Italia ed esperto in Commissione Bilancio, che pone al centro del dibattito la necessità di una strategia turistica capace di andare oltre la semplice gestione dell’esistente.
“A metà settembre il periodo turistico è ormai essenzialmente concluso – osserva Campedelli – e presto risulterà inevitabile trarre le conclusioni sulla stagione estiva. I dati saranno probabilmente positivi, come accade ogni anno, ma dobbiamo anche avere il coraggio di guardare alla realtà vissuta quotidianamente da chi opera attivamente nel turismo”.
Il riferimento è ad una percezione ormai consolidata che, secondo lo stesso Campedelli, non deve passare in secondo piano: una Cesenatico che, anno dopo anno, rischia di apparire sempre più vuota, soprattutto in determinati periodi e fasce della stagione.
Un fenomeno che, secondo l’esponente di FdI, va letto all’interno di un quadro più ampio, tra la situazione economica nazionale e una concorrenza turistica diventata sempre più agguerrita. “Non possiamo pensare che la Riviera romagnola rimanga automaticamente competitiva in nome del passato – sottolinea – perché, negli ultimi anni, la realtà conferma come Sardegna e Puglia hanno saputo conquistare una parte crescente della domanda. E questo deve spingerci a reagire”.
E la parola chiave, per Campedelli, è strategia. “Evidentemente non bastano più le attività di semplice amministrazione ordinaria. Serve una visione di lungo periodo, capace di individuare nuovi segmenti e costruire un’offerta credibile ed autorevole, che renda Cesenatico di nuovo attrattiva”.
Tra le possibilità indicate spicca il turismo giovanile, da intercettare attraverso una programmazione pensata anche per questo pubblico: locali, appuntamenti musicali, eventi capaci di assumere tratti riconoscibili e una comunicazione più incisiva tramite social. “Rappresentano ormai il principale canale di comunicazione – evidenzia Campedelli – e dobbiamo imparare ad ottimizzarli per promuovere una Cesenatico dinamica, giovane e attrattiva”.
Ma il ragionamento si sposta inevitabilmente anche sul Bilancio comunale, quindi alle modalità con cui vengono impiegate le risorse pubbliche. Campedelli cita, come esempio, lo spettacolo dei droni proposto durante l’estate, riconoscendone anzitutto l’impatto: “È stato certamente uno spettacolo stupendo”. Allo stesso tempo, però, invita ad interrogarsi sull’efficacia di una spesa tanto onerosa concentrata in appena due serate. “Si è parlato di un investimento superiore ai 100mila euro per circa 30mila presenze. Al di là della verifica puntuale sui numeri, la domanda è: con tali risorse, o poco di più, avremmo potuto costruire un’offerta alternativa, magari distribuita nell’arco di più giornate?”.
L’idea proposta è quella di moltiplicare gli appuntamenti anziché concentrarli, attraverso festival, iniziative gastronomiche, sagre, piccoli eventi musicali e manifestazioni in grado di estendere la permanenza dei visitatori. “Un evento di due serate può senza dubbio attrarre tantissime persone, ma una programmazione distribuita su tre o quattro giorni può portare un effetto diverso, ulteriormente benefico per il territorio: può incentivare il soggiorno, la ristorazione, fino agli acquisti e l’utilizzo dei servizi cittadini”.
Per Campedelli, dunque, il tema non è soltanto quanto si spende, ma soprattutto come si scelga di investire. “Esistono tante strategie diverse che possono essere adottate. Il punto è saper scegliere quella migliore per Cesenatico e davvero redditizia per il nostro tessuto economico”.
Ed è qui che arriva l’appello finale: non fermarsi alla consapevolezza di vivere in una città bella e dalla storia turistica consolidata. “Se continuiamo ad adagiarci sugli allori, pensando che Cesenatico resti ugualmente attrattiva poiché in Riviera, rischiamo di rimanere fermi. Dobbiamo invece costruire una strategia a lungo termine per tornare competitivi e far riscoprire, anche a livello nazionale ed internazionale, la nostra perla che è Cesenatico”.
Una riflessione che intreccia quindi turismo, programmazione e gestione delle risorse pubbliche, aprendo già ora il dibattito sulle scelte che la città dovrà necessariamente compiere per affrontare le stagioni che verranno.