19 Settembre, 2026 Cesenatico

La casa donata a marzo e l’eredità degli abusi edilizi: ora scatta l’ordine di demolizione

Non tutte le donazioni si rivelano necessariamente un affare. Talvolta, insieme a un immobile, possono essere trasferiti anche problemi, responsabilità e interventi edilizi mai autorizzati. È la storia che emerge dall’ordinanza numero 336 del 17 settembre, con la quale il Comune di Cesenatico ha intimato agli attuali proprietari di un fabbricato di demolire diverse opere abusive e ripristinare lo stato legittimo dei luoghi entro 90 giorni.

L’immobile è stato donato agli attuali titolari il 2 marzo 2026. Poche settimane dopo, nel mese di maggio, il sopralluogo dei tecnici comunali ha fatto emergere una lunga serie di difformità rispetto ai progetti autorizzati.

Sono state riscontrate altezze interne differenti, modifiche alle aperture, finestre trasformate in porte-finestre e una diversa distribuzione delle pareti e della scala. Contestati anche alcuni lucernari, l’utilizzo come camera da letto di un locale destinato a ripostiglio, nel quale erano stati realizzati un bagno e una tramezzatura, e l’accesso a un sottotetto dichiarato non praticabile.

Gli interventi più rilevanti riguardano però una cantina ricavata nel piano interrato e un deposito costruito sul retro dell’edificio. Quest’ultimo misura circa 32,75 metri quadrati, con dimensioni di 7,4 per 4 metri. L’ordinanza richiama inoltre alcuni fabbricati che, in base a un precedente permesso di costruire, avrebbero dovuto essere demoliti.

Il Comune ordina ora di riportare al progetto autorizzato altezze, aperture, scala e distribuzione interna; chiudere i lucernari; restituire al vano del primo piano la funzione di ripostiglio; eliminare bagno e pareti aggiunte; impedire l’accesso al sottotetto e demolire cantina e deposito.

Il fatto che gli attuali proprietari possano non essere gli autori materiali degli abusi non li sottrae all’obbligo di ripristino. Come ricorda il provvedimento citando la giurisprudenza amministrativa, l’ordine di demolizione non ha una funzione punitiva personale, ma è legato alla disponibilità del bene: segue dunque l’immobile e può essere rivolto a chi ne è proprietario nel momento in cui l’irregolarità viene accertata.

Prima di emanare l’ordinanza, il Comune aveva concesso due proroghe per la presentazione di memorie difensive, fissando il termine definitivo al 31 agosto. Non sarebbero tuttavia pervenute osservazioni né pratiche di sanatoria. Rimane comunque possibile attivare le procedure previste per le opere che dovessero risultare sanabili. La vicenda è stata inoltre segnalata all’autorità giudiziaria.

Se il ripristino non verrà eseguito entro 90 giorni dalla notifica, il deposito abusivo e un’area di 313,24 metri quadrati potranno essere acquisiti gratuitamente al patrimonio comunale. Non, dunque, una confisca immediata dell’intero immobile, ma una conseguenza prevista dalla legge in caso di inottemperanza. A questa potranno aggiungersi una sanzione compresa tra 2mila e 20mila euro e la demolizione d’ufficio, effettuata dal Comune a spese dei responsabili.

Una donazione avvenuta appena sei mesi fa rischia così di trasformarsi in una vicenda amministrativa e giudiziaria complessa: la dimostrazione concreta che, quando passa di mano un edificio, insieme alle chiavi può essere consegnato anche il peso del suo passato.

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