19 Settembre, 2026 Cesenatico

Una duna alta 2,3 metri contro le mareggiate: il progetto pensato per proteggere Ponente

Una duna alta fino a 2,3 metri, larga in sommità tra 5 e 16 metri e rinforzata internamente con pali, vegetazione e una massicciata di pietrame nascosta sotto la sabbia. È la grande barriera naturale progettata per difendere dalle mareggiate il nuovo insediamento previsto nel comparto delle colonie di Ponente.

La soluzione è descritta in uno studio comunale allegato al Piano urbanistico attuativo del “Pru Ambito 1”, aggiornato nell’aprile 2018. L’area interessata si trova sul fronte mare di Ponente, in corrispondenza del tratto di via Cristoforo Colombo compreso tra via Magellano e piazza Marco Polo.

Il dato di partenza è quello relativo allo scenario con un tempo di ritorno di cento anni. Non significa che l’evento debba verificarsi una volta ogni secolo, ma indica una probabilità statistica utilizzata per dimensionare le opere. Lo studio considera un’elevazione della superficie marina di 1,81 metri, alla quale aggiunge un contributo della subsidenza pari a 42,5 centimetri. Il livello complessivo assunto per la progettazione arriva così a 2,235 metri, circa 2,24.

Da qui la previsione di una duna con una quota minima di 2,2-2,3 metri rispetto al piano di campagna. Il suo coronamento avrebbe dovuto avere una larghezza variabile tra 5 e 16 metri, con le dimensioni maggiori nella parte settentrionale, indicata come quella maggiormente esposta. Il culmine sarebbe stato collocato a una distanza compresa tra 3 e 6 metri dalla nuova passeggiata pubblica, prevista a quota 1,80 metri.

La struttura non sarebbe stata formata soltanto da sabbia. Il progetto prevedeva un setto di pali di castagno o legno resinoso, fascine interrate e tamerici per consolidare il terreno e limitare l’erosione provocata dal vento. Sul lato rivolto al mare sarebbe stato realizzato un secondo allineamento di pali, mentre una rete in fibra di cocco avrebbe favorito l’attecchimento della vegetazione. Sotto la sabbia era prevista anche una massicciata composta da due file di pietrame, con massi del peso nominale di circa 71 chili.

Lo stesso documento precisa però un aspetto importante: la duna, ricongiungendosi alle estremità con il terreno circostante, non avrebbe potuto impedire completamente all’acqua di raggiungere l’area retrostante durante una mareggiata estrema. La sua funzione principale sarebbe stata quella di frenare la propagazione delle onde, assorbire l’erosione e impedire l’apertura di una breccia verso la pista ciclabile e l’insediamento.

Per questo la difesa non si sarebbe esaurita sul fronte della spiaggia. Il piano prevedeva di rialzare di 40 centimetri la carreggiata di via Colombo tra via Magellano e piazza Marco Polo, aggiungendo altri 15 centimetri per i marciapiedi: complessivamente 55 centimetri. Gli accessi alle rampe dei parcheggi seminterrati sarebbero stati portati a una quota compresa tra 70 e 85 centimetri.

Proprio i garage, con pavimenti previsti fino a 1,20 metri sotto il livello del terreno, rappresentavano uno dei punti più delicati. Per proteggerli erano stati ipotizzati piccoli dossi e portoni antiallagamento a tenuta stagna, attivabili automaticamente attraverso sensori, mediante telecomando o cellulare, oppure manualmente. Ulteriori muretti, alti un metro, avrebbero dovuto difendere le corti più basse fino a una quota complessiva di 1,55 metri.

Lo studio raccomandava infine la manutenzione della duna e il ripascimento della spiaggia dopo ogni mareggiata particolarmente intensa. Una testimonianza tecnica significativa di come, già diversi anni fa, ogni ipotesi di trasformazione delle colonie di Ponente dovesse fare i conti con erosione, subsidenza e rischio di ingressione marina.

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