Prima ancora di ogni proposta politica, nel suo intervento si legge un sentimento profondo, lo stesso che Sandro Lumini indica come il punto di partenza di tutto: l’attaccamento a Cesenatico. Alla vigilia dell’avvio di un percorso che guarda già alle prossime elezioni amministrative, il referente del neocostituito Comitato Cesenatico-2105 di Futuro Nazionale mette al centro della propria riflessione la città che conosce, che ha vissuto e che, sottolinea, vorrebbe tornare a vedere valorizzata nelle sue caratteristiche più profonde.
“Il principio fondante di Futuro Nazionale è l’amore per la Nazione, per l’Italia, dalle Alpi alle isole. Per la sua cultura, le sue tradizioni e le sue radici cristiane”, spiega Lumini. Un principio che, nel suo caso, viene declinato innanzitutto sul territorio: “Lo traduco in un profondo attaccamento per Cesenatico, dalla sua costa alle sue campagne, e per la sua cittadinanza. Un attaccamento alle nostre tradizioni marinare e contadine, fino a quel carattere che ha fatto conoscere ovunque i romagnoli per l’accoglienza”.


È da qui che parte anche la sua lettura delle attuali trasformazioni della città. Lumini sostiene la necessità di una “forte discontinuità” rispetto alle politiche portate avanti negli ultimi anni, individuando nella sicurezza e nel contrasto al degrado due priorità. Nel suo ragionamento la sicurezza non riguarda soltanto l’azione delle Forze dell’Ordine, ma la possibilità per cittadini e turisti di vivere il territorio senza timori a qualsiasi ora.
Su questo punto il referente del Comitato ricorre perfino al termine “terrorismo” in un’accezione molto ampia e personale, riferendosi a quei fenomeni che, secondo la sua interpretazione, generano paura e finiscono per modificare le abitudini delle persone. La sua proposta passa da una maggiore rapidità nell’intervento e da un sistema giudiziario che, a suo avviso, dovrebbe rafforzare l’effetto deterrente.
Accanto alla sicurezza, spicca poi il degrado urbano. Lumini precisa di non voler ridurre il tema al semplice “decoro” – inteso come uniformità estetica di alcune zone – ma di volerlo estendere all’intero territorio comunale: strade e marciapiedi dissestati, edifici abbandonati, strutture cadenti e situazioni che, nella sua lettura, finiscono per incidere tanto sull’immagine turistica quanto sulla qualità della vita dei residenti.
E proprio il turismo rappresenta un altro capitolo centrale. Il ricordo personale di una Cesenatico animata tra discoteche, locali, artisti e grazie ad una forte presenza internazionale si accompagna alla preoccupazione per un’offerta che, secondo Lumini, negli anni avrebbe perso parte della propria capacità attrattiva. “Il turismo che vedo oggi è prevalentemente italiano, oltre ad essersi progressivamente impoverito”, osserva, auspicando un confronto con albergatori, bagnini, ristoratori e categorie economiche per comprendere a pieno esigenze e prospettive.
Ma Cesenatico, nella sua visione, non può essere soltanto turismo. C’è una città da vivere dodici mesi all’anno, e qui entra in gioco la cultura: il Museo della Marineria, Casa Marino Moretti, la biblioteca – “una perla” – fino al teatro e agli eventi. Lumini considera fondamentale rafforzare soprattutto l’offerta invernale e creare nuove occasioni di aggregazione, con particolare attenzione ai giovani.


Nel suo racconto, ritorna così il filo conduttore iniziale: preservare ciò che rende Cesenatico riconoscibile senza rinunciare a costruire il futuro. È anche per questo che guarda con interesse alla possibilità di una futura coalizione di centrodestra, auspicando che Futuro Nazionale possa avere una propria rappresentanza.
“Questo è il mio pensiero reale, in primis come cittadino”, conclude. Un pensiero che, prima ancora di essere programma, vuole presentarsi come una dichiarazione di appartenenza: quella di chi, raccontando la propria idea politica, parte soprattutto da ciò che dice di amare e di voler tutelare, Cesenatico.