Doveva essere la grande risposta della Regione Emilia-Romagna alla crisi e all’invecchiamento delle strutture ricettive. Una sorta di “cura miracolosa” capace di sostenere la riqualificazione degli alberghi, migliorare l’efficienza energetica, favorire la digitalizzazione e rendere più accessibile e competitivo il sistema turistico della Riviera.
A distanza di quasi sei mesi, però, il bando EuReCa Turismo 2026 mostra tutta la distanza tra gli annunci e la realtà.
Degli 11 milioni di euro messi a disposizione, oltre 7,6 milioni risultano infatti ancora inutilizzati. In sostanza, le imprese hanno richiesto poco più di 3,4 milioni, meno di un terzo dello stanziamento complessivo. Un dato che vale più di molti comunicati e che fotografa un evidente fallimento: se gli albergatori, pur avendo urgente bisogno di rinnovare le proprie strutture, non accedono alle risorse, significa che qualcosa nel meccanismo non funziona.
A sollevare il velo sul problema è stato Pietro Vignali, capogruppo regionale di Forza Italia, che con un’interrogazione ha chiesto alla Giunta “di rendere pubblici i risultati del bando e di spiegare le ragioni di una partecipazione tanto limitata”. Un’iniziativa politica puntuale, perché coglie il nodo centrale della questione: non basta stanziare denaro (per altro del tutto insufficiente) e presentarlo come la soluzione di tutti i mali. Occorre costruire strumenti realmente utilizzabili dalle aziende alle quali sono destinati.
Molti alberghi della costa sono attività piccole o medie, spesso familiari e stagionali. Non possono affrontare procedure troppo complesse, tempi indefiniti o condizioni finanziarie difficilmente sostenibili. La scarsa adesione non dimostra dunque che manchi la volontà di investire, ma segnala una profonda sfiducia verso un bando percepito come lontano dalle necessità concrete del settore.
Vignali ha avuto il merito di tradurre questo malcontento in un atto istituzionale, chiedendo non soltanto chiarimenti, ma anche “la valutazione di un vero piano pluriennale per il rilancio degli alberghi della Riviera”. È proprio ciò che sarebbe servito fin dall’inizio: una strategia organica, costruita ascoltando gli operatori, con procedure semplici, tempi certi e finanziamenti compatibili con la realtà delle imprese.
EuReCa era stato annunciato quasi come un master plan per il turismo. Oggi rischia invece di diventare l’ennesima vetrina politica piena di promesse e povera di risultati. La Regione farebbe bene a riconoscerlo e a ripartire dalla domanda posta da Vignali: perché oltre il 70 per cento delle risorse è ancora fermo? Finché non arriverà una risposta convincente, il giudizio non può che essere uno: il bando – che già aveva sollevato una risma di dubbi – così com’è, ha fallito.