Cesenatico si prepara al Ferragosto, riempie spiagge, alberghi e piazze, invita i turisti ad arrivare. Ma per una persona con disabilità – come ripetiamo da mesi – anche scendere da un treno può trasformarsi in un percorso a ostacoli. Le immagini girate alla stazione ferroviaria sono l’ennesima fotografia di una situazione che nel 2026 dovrebbe provocare soltanto una parola: vergogna.
RFI, gestore dell’infrastruttura ferroviaria, dichiara di lavorare per eliminare le barriere fisiche e rendere accessibili le stazioni, attraverso ascensori, rampe e marciapiedi adeguati. Ma a Cesenatico il problema dell’accessibilità resta davanti agli occhi di tutti.
E non basta scaricare ogni responsabilità sulle Ferrovie. Trenitalia deve garantire ai propri passeggeri un servizio realmente fruibile, mentre Comune, Regione e Governo hanno il dovere politico di battere i pugni sul tavolo e pretendere interventi. Non domani, non nel prossimo piano pluriennale: adesso.
Perché Cesenatico vive di turismo e a Ferragosto diventa una delle capitali della Riviera. Presentarsi al mondo con una stazione che può diventare una barriera per chi ha difficoltà motorie è inaccettabile.
Come ci ricorda il video virale di Beppe Rotelle, una persona in carrozzina “non è un viaggiatore di serie B e non dovrebbe essere costretta a programmare un’odissea per prendere un treno”. Nel 2026 l’accessibilità non è una concessione e nemmeno un favore: è un diritto. E quando quel diritto non viene garantito, il fallimento non è soltanto tecnico. È anche politico.