12 Ottobre, 2026 Cesenatico

I “passeggeri” nascosti delle barche: nel porto di Cesenatico una creatura dal nome americano

Il porto di Cesenatico custodisce una popolazione che sfugge allo sguardo di chi passeggia sulle banchine. Vive attaccata alle corde, alle conchiglie e alle superfici sommerse: piccoli organismi che possono raccontare una storia di viaggi e trasformazioni del mare. 

Fra questi c’è Molgula manhattensis, un’ascidia documentata nel porto nell’inverno del 2019 e descritta in uno studio pubblicato nel 2024 su “Cahiers de Biologie Marine”, firmato da Marco Lezzi e Cristina Mazziotti della struttura oceanografica Daphne di Arpae.

Il nome rimanda a Manhattan, dove la specie venne descritta nell’Ottocento. In inglese è chiamata “sea grape”, uva di mare, per il corpo tondeggiante. È un animale filtratore: resta ancorato a un supporto e si alimenta facendo passare l’acqua attraverso il proprio organismo. Gli esemplari più grandi possono misurare pochi centimetri. Una creatura minuta, lontana dall’immagine dei pesci che associamo abitualmente alla vita portuale.

A Cesenatico i ricercatori trovarono gruppi di tre o quattro esemplari su singole conchiglie di ostrica e lungo le corde. Gli individui osservati avevano un aspetto biancastro o traslucido, con piccoli peli che trattenevano sabbia e particelle fangose. La specie è definita “criptogenica” in Europa: non è stato chiarito definitivamente se le popolazioni siano native o introdotte. Lo studio segnala inoltre nuove presenze di altre specie a Ravenna, distinguendole dal ritrovamento cesenaticense.

Come possono viaggiare animali che da adulti rimangono attaccati a una superficie? Una risposta sta sotto gli scafi. L’insieme degli organismi che colonizza le carene viene chiamato “fouling”: incrostazioni viventi che possono essere trasportate da un porto all’altro. Secondo Ispra, questo meccanismo e le acque di zavorra delle navi sono fra i principali vettori di introduzione delle specie aliene. Il porto diventa così un punto di incontro fra rotte commerciali, navigazione e biodiversità.

Per Molgula manhattensis sono documentate introduzioni in diverse parti del mondo. La banca dati dello Smithsonian segnala la capacità di tollerare ampie variazioni di temperatura e salinità e di insediarsi su supporti naturali e artificiali. In alcune aree sono stati osservati effetti sull’ostricoltura e competizione con altri organismi: evidenze che non dimostrano automaticamente analoghi danni a Cesenatico.

Riconoscere queste presenze è il primo passo per seguirne l’evoluzione. Ispra sottolinea anche il contributo di pescatori e subacquei, che possono individuare organismi insoliti e segnalarli ai ricercatori. Sotto le barche ormeggiate, il porto conserva dunque un’altra geografia: fatta di piccoli animali, superfici colonizzate e provenienze da ricostruire. Basta cambiare punto di osservazione perché una corda immersa diventi una pagina della storia del mare.

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