Quarantotto morti nei primi sette mesi del 2026, uno in più rispetto allo stesso periodo del 2025. È il bilancio dell’Emilia-Romagna che accompagna la 76ª Giornata nazionale per le vittime degli incidenti sul lavoro, in programma domani (domenica 11 ottobre): un appuntamento che richiama l’attenzione sulla prevenzione e sulle conseguenze degli infortuni per lavoratori e famiglie.
Secondo l’Osservatorio Sicurezza e Ambiente Vega, che elabora i dati Inail, in regione 34 decessi sono avvenuti durante l’attività lavorativa e 14 negli spostamenti fra casa e lavoro. A preoccupare è soprattutto il primo dato: le vittime in occasione di lavoro erano 29 nei primi sette mesi del 2025.
L’Emilia-Romagna resta in zona gialla, con 16,4 morti per milione di occupati, sotto la media nazionale di 17,8. Il quadro provinciale presenta però differenze marcate: Reggio Emilia e Ravenna sono in zona rossa, Bologna e Modena in arancione. Forlì-Cesena e Rimini rientrano invece nella fascia bianca, quella con l’incidenza più bassa.
Nel Forlivese-Cesenate si contano tre vittime complessive, una durante il lavoro e due in itinere; a Rimini due, una per ciascuna categoria. Ravenna registra sei decessi totali, quattro dei quali durante l’attività lavorativa. In tutta la regione le denunce di infortunio in occasione di lavoro salgono da 38.303 a 40.486. Dodici delle 34 vittime sul lavoro sono straniere.
Il bilancio italiano raggiunge 595 morti: 430 durante il lavoro e 165 in itinere. Gli stranieri presentano un’incidenza di mortalità oltre tre volte quella degli italiani; costruzioni, trasporti e manifattura sono i settori con più vittime.
Per Mauro Rossato, presidente dell’Osservatorio, la prevenzione deve partire dalla formazione, rendendo i lavoratori sempre più informati e consapevoli dei rischi. Un richiamo che dà alla giornata di domenica un obiettivo concreto: tradurre il ricordo delle vittime in maggiore sicurezza quotidiana.