Nel mondo antico dei samurai Silvano “Pucci” Sintini rappresenta, da sempre, un punto di riferimento e un’autorità. E non solo a livello locale.
Il Maestro di Cesenatico ha appena scritto un nuovo libro intitolato “Bo-Jutsu”, l’arte marziale giapponese che utilizza un bastone in legno lungo 180 centimetri. La sua prima opera editoriale verrà presentata in esclusiva giovedì prossimo (ore 21) al Custodisca Hotel di Cesenatico nell’ambito della rassegna “Uomini e Donne straordinari”.
“Più che un libro – spiega – si tratta del primo manuale didattico italiano che contiene lo stile completo di questa millenaria arte marziale. L’opera nasce, in primis, dal mio bagaglio di esperienze acquiste nel corso degli anni da vari Maestri, in particolare dal grande Saito che ho conosciuto in un Dojo forlivese attorno all’anno 1993. Poi un ruolo fondamentale l’hanno avuto le persone con le quali collaboro da anni, come il maestro Axel Arista, un dottore di Cesena che molto presto prenderà il mio posto. Ecco, forse per il timore che io possa morire da un momento all’altro portandomi nell’aldilà una serie preziosa di nozioni e di insegnamenti – aggiunge sorridendo – hanno insistito affinché io mettessi nero su bianco tutte la fasi che compongono questa arte marziale. E così, dal respiro alla meditazione, dagli esercizi mentali agli allenamenti, abbiamo creato il primo manuale tecnico sul Bo-Jutsu”.

Ma cosa insegna questa arte marziale?
“Tante cose, ad esempio che in tutti gli individui la parte sinistra del nostro corpo è più debole e più fragile rispetto alla destra, dunque è opportuno allenare con più intensità la nostra parte sinistra”.
E i mancini?
“Sono un po’ avvantaggiati perchè nel Bo-Jutsu la mano sinistra è quella che incide sul colpo, che spinge e ti protegge, in poche parole è quella che si muove quasi sempre prima della destra”.
Lei da quanto tempo pratica questa arte marziale?
“Praticamente ero un bambino. Ho cominciato col judo e l’ho praticato fino ai 30 anni. In quegli stessi anni persi mio padre e allora, per raggiungere una stabilità mentale che mi aiutasse ad elaborare quel lutto, mi concentrai, in particolare, sulle arti marziali. Conobbi maestri importanti, sia buddisti che shintoisti, e rimasi folgorato, in particolare, da tre figure. Un maestro che praticava Ono Ha, un’arte marziale che ogni samurai deve avere nel suo bagaglio di conoscenze; il maestro Sakai che mi insegnò tanti movimenti corporei tramite il Kendo; e poi, nell’aprile del 1993, ebbi la fortuna di conoscere, in una palestra di Forlì, il grande Saito, professore di filosofia ed esperto dell’arte bizantina, uno dei Maestri più importanti del Giappone che mi scelse come allievo, accompagnandomi nella mia formazione marziale fino all’ottobre del 2003. In questo percorso durato dieci anni lui mi ha trasmesso un mondo che, pur avendo sempre praticato arti marziali, non conoscevo”.
Quanto c’è del Maestro Saito in questo libro?
“Direi che c’è tutto quello che mi ha insegnato. Pensi che io, prima delle 200 pagine di questo libro, a parte qualche appunto, non avevo mai scritto niente. Oggi, con l’età che avanza, avverto il bisogno di lasciare qualcosa di terreno e per questo in futuro scriverò almeno altri quattro libri parlando di altre discipline e di altri stili completi”.
Intanto, lei ha cominciato dallo stile più antico, quello del bastone…
“E’ stato il primo strumento di lavoro e di difesa ed esiste da quando esiste l’uomo. Con i monaci e i viandanti è poi diventata anche un’arma importante e dunque ho deciso di dedicare questo primo libro all’arte più antica, ma anche alla più difficile e impegnativa. La stesura di questo libro, anche grazie alla fondamentale collaborazione di altre cinque figure (Axel Arista, Michele Giacinto, Marco Briganti, Roberto Mercadini e un bulldog francese di nome “Bo”), è durata due anni. Tanto ci voleva per mettere nero su bianco tutta la tecnica di questa meravigliosa arte”.

A chi è rivolto questo libro?
“Agli istruttori perché si tratta, lo ribadisco, di uno stile molto complesso e che dunque può essere assimilato solo da chi già vanta un lungo percorso di studi marziali. Il Bo-Jutsu è un’arte in via di estinzione perché, oltre alla sua difficoltà, è anche ‘noiosa’ e dunque per nulla attrattiva per le generazioni contemporanee poco propense allo studio costante e abituate a prodotti molto più veloci. Anche per questo abbiamo ritenuto che fosse giunto il momento di custodire tutte le informazioni ed i dettagli in un manuale affinché il senso di questa disciplina millenaria, che come ogni arte marziale va praticata ogni giorno e per tutta la vita, non si disperda. Infatti, quando qualcuno ordinerà questo libro, che per il momento non è in vendita, non glielo recapiteremo banalmente dentro un pacco, ma glielo consegneremo di persona avvisandolo che, da quel momento, attraverso uno studio teorico e tanti stage pratici, sta per iniziare per lui un lungo percorso di apprendimento”.
A chi è dedicata la serata di giovedì al Custodisca?
“Direi a tutti, anche a chi non ha mai praticato arti marziali nella sua vita. Nel corso della serata faremo vedere qualche figura usando esclusivamente il bastone e, attraverso un linguaggio semplice e divulgativo, proveremo a lasciare qualcosa”.


