24 Settembre, 2026 Cesenatico

Lo spettacolo “senza tempo” di due marinai che armano un’antica paranza

Ieri pomeriggio, sulla banchina del porto canale di Cesenatico, l’attenzione di molti passanti è stata catturata dalle operazioni certosine di due “lavoratori esperti” che, dopo la pausa invernale, come ogni anno ai primi refoli d’estate, stavano armando la vela di una splendida barca antica. 

Loro sono Federico Ricci e Lele Amaducci e, nell’ambiente del porto, non hanno bisogno di presentazioni. 

Il primo è l’armatore del “Macallè”, uno splendido modello di paranza marchigiana (della zona di San Benedetto del Tronto) costruito nel 1960 nel rispetto rigoroso dei piani navali di un’imbarcazione di fine 1800. Federico acquistò il “Macallè” nel 2011: “Era uno scafo abbandonato da tanti anni – ricorda – mi ci vollero tre inverni di lavoro per rimetterlo in sesto e portarlo al porto di Ancona. Dopo un accurato restauro l’abbiamo messo in acqua a Cesenatico nel 2014”. 

L’imbarcazione da pesca monta una vela speciale che ritrae una donna in bicicletta: “Si tratta di una pescivendola – spiega Federico – una figura che, sul porto, ai nostri tempi, era familiare. Erano le mogli dei marinai che, quando la barca attraccava in porto, prendevano una parte del pescato e andavano a venderlo porta a porta”. 

Ad aiutarlo in queste delicate operazioni c’è, come detto, Lele Amaducci, professione pescatore, ma anche uno degli ultimi artigiani capace di cucire le reti da pesca.

Vederli armare la barca con straordinarie abilità manuali e sentirli “discutere” amabilmente in dialetto romagnolo è uno spettacolo che incanta. Un momento magico da raccontare, condividere e tramandare ai posteri.

© RIPRODUZIONE RISERVATA