Una sala completamente piena, piatti che tornano in cucina puntualmente vuoti e un pubblico che, alla fine, non ha risparmiato gli applausi. È stata una serata da incorniciare quella di ieri, mercoledì 23 settembre, al Pizza Family di Sala di Cesenatico, dove “Dall’orto al forno: storie di pizza, territori e pizzaioli” ha reso una cena quello che i presenti ricorderanno come un autentico viaggio tra territori, tradizioni e materie prime.
Da una parte Andrea Vallorani, padrone di casa e vero ideatore del progetto; dall’altra Cristian Santomauro, pizzaiolo e ambasciatore della cultura gastronomica del Cilento. Due mondi diversi, ma con una filosofia sorprendentemente vicina: partire dalla terra, rispettarne i tempi e raccontarla attraverso il cibo.



“Interfacciarci è facile perché c’è solo da imparare”, aveva spiegato Vallorani ad inizio serata, spiegando il significato originale di “Dall’orto al forno”: utilizzare durante l’anno i prodotti dell’azienda agricola di famiglia, conservarli quando necessario e portarli sulla pizza insieme a farine e cereali scelti con attenzione.
Dall’altra parte, Santomauro ha portato a Sala una parte della propria terra. Il suo racconto è partito dal Cilento, dalla dieta mediterranea e dalla biodiversità, arrivando fino alle varietà di grano e di pomodoro recuperate e coltivate, passando per prodotti simbolo come le alici di Menaica e la cacioricotta cilentana.



E poi le pizze: dal “Morso”, ispirato a un antico pane cilentano, all’“Ammaccata Cilentana”, con pomodoro giallo, bufala e fior di latte, alici di Menaica, cappero, asparago di mare e limone. E ancora la pizza alla pala e il tegamino firmati Vallorani, prima della chiusura affidata alla pizza di casa, quella delle nonne, con pomodoro, origano e cacioricotta. Un percorso nel quale ogni piatto aveva una storia da raccontare.
A chiudere la serata, dopo il dolce, è arrivato anche il momento dei bilanci. E le parole di Santomauro hanno restituito perfettamente il senso dell’incontro: “È la prima volta che vengo in Romagna, quindi è stata una vera emozione”. Ma soprattutto, ha aggiunto, “oggi sono molto contento perché ho conosciuto un grande professionista”.



Per il pizzaiolo cilentano, il valore della serata è stato proprio nell’aver assaggiato prodotti “coerenti con il racconto, le proprie origini e le proprie realtà”, simili ma diverse. “Io ho sentito un’unicità”, ha raccontato, sottolineando come dietro ogni proposta ci fossero culture e storie differenti, capaci però di incontrarsi allo stesso tavolo. E poi il ringraziamento più semplice ed importante: “Spero che anche voi abbiate trascorso una buona serata e che soprattutto abbiate mangiato bene”.
La risposta, arrivata direttamente dalla sala, è stata un applauso convinto. Un pubblico che ha accompagnato ogni portata con curiosità e che alla fine ha promosso a pieni voti un’esperienza nuova, costruita non soltanto per mangiare, ma innanzitutto per conoscere ciò che c’è dietro a una pizza. Ad accompagnare il percorso anche le birre di Amarcòrd, con diversi abbinamenti studiati per seguire l’evoluzione del menu fino al dessert.
Una serata riuscita, insomma, dove la pizza è stata soltanto il punto di partenza. Perché quando dietro un impasto ci sono la terra, le persone, la memoria e tanta voglia di condividere, anche una cena può trasformarsi in un racconto sincero. E quello di Pizza Family, ieri sera, è stato un racconto capace di mettere d’accordo tutti: dal Cilento alla Romagna, passando per un forno, un orto e una sala completamente esaurita.