22 Settembre, 2026 Cesenatico

A Cesenatico l’Europa ascolta i pescatori: “La pesca non può essere lasciata morire”

Cesenatico porta la pesca al centro del confronto europeo. Nel primo pomeriggio di oggi, il Palazzo del Turismo “Primo Grassi” di Viale Roma ha ospitato un incontro con una delegazione di europarlamentari dalla Commissione Pesca del Parlamento europeo, arrivati in Romagna per confrontarsi direttamente con istituzioni, operatori e rappresentanti della marineria.

Un confronto internazionale, con rappresentanti di Italia, Francia, Spagna e Germania, che ha avuto come filo conduttore la necessità di ripensare le politiche comunitarie del settore, soprattutto in vista della programmazione finanziaria 2028-2034.

Ad aprire i lavori è stato l’Assessore regionale – tra le varie deleghe – alla Pesca Alessio Mammi, che ha definito la pesca un settore “irrinunciabile” per l’Emilia-Romagna, sia per il suo valore storico e culturale sia per il peso economico e occupazionale. Ma oggi, ha sottolineato, le imprese devono fare i conti con una situazione sempre più difficile, segnata dal cambiamento climatico, dall’aumento dei costi e in primis dal prezzo del carburante.

Mammi ha quindi rivolto un appello a lavorare “insieme” a livello regionale, nazionale ed europeo, chiedendo che le risorse destinate alla pesca non vengano ridotte. Un tema particolarmente delicato anche alla luce della proposta europea per il bilancio 2028-2034: il Parlamento europeo ha chiesto che per pesca e acquacoltura venga garantita una dotazione dedicata di almeno 7,29 miliardi di euro. 

Dalla Francia, Isabelle Le Callennec, europarlamentare del Partito popolare europeo e componente della Commissione Pesca, ha ribadito la necessità di ascoltare direttamente le marinerie. La parlamentare ha richiamato anche il lavoro in corso sulla revisione della Politica comune della pesca e sulla semplificazione delle norme, sostenendo l’esigenza di una politica capace di tenere conto delle diverse realtà europee. Le Callennec è attualmente membro della Commissione Pesca e ha seguito diversi dossier legati alla competitività e alla modernizzazione della flotta. 

Dalla Spagna, Francisco José Millán Mon ha poi posto l’accento sulla necessità di trovare un equilibrio tra tutela delle risorse marine e dimensione economica e sociale della pesca. Secondo l’europarlamentare del Partito popolare, le norme europee non possono limitarsi alla protezione della risorsa, ma devono garantire anche la possibilità per le imprese di continuare ad operare e rinnovarsi.

Carlo Ciccioli ha invece ripercorso l’evoluzione delle politiche comunitarie degli ultimi decenni, contestando una progressiva riduzione dello sforzo di pesca e della flotta. Ha portato l’esempio di Ancona, dove, secondo i dati citati nel suo intervento, le imbarcazioni sarebbero passate dalle circa 120 di vent’anni fa alle 43 attuali. La richiesta è quella di una nuova politica che concili tutela dell’ambiente, riproduzione delle specie e sostenibilità economica delle imprese.

Stefano Cavedagna ha sottolineato il valore della missione della Commissione Pesca in Romagna. “Portare la Romagna in Europa e l’Europa in Romagna”, ha spiegato, significa comprendere direttamente le differenze tra le varie marinerie. Cesenatico, Goro, Chioggia e Ancona, ha osservato, non possono necessariamente essere governate attraverso regole identiche a quelle pensate per realtà del Nord Europa.

Giuseppe Lupo ha quindi posto l’accento sul bilancio europeo e sulla necessità che la pesca possa accedere non soltanto alle risorse specificamente destinate al comparto, ma anche a quelle per competitività e investimenti. Tra le priorità indicate, il rinnovamento della flotta, la decarbonizzazione e la sicurezza dei lavoratori. Lupo, membro della Commissione Pesca, sta inoltre lavorando sui dossier relativi alla dimensione mediterranea della politica europea della pesca. 

Anche Siegbert Droese, dalla Germania, ha richiamato l’importanza di mantenere una pesca europea competitiva e capace di garantire il futuro delle comunità costiere.

A chiudere gli interventi istituzionali è stato il sindaco Matteo Gozzoli, che ha ricordato come la pesca rappresenti per Cesenatico non soltanto un’attività economica, ma anche storia, identità, cultura e turismo. Dal Museo della Marineria al mercato ittico, ha sottolineato, la città continua ad investire sulla propria tradizione, chiedendo però che le norme europee riconoscano le specificità dell’Adriatico.

La parola è passata infine a Mario Drudi, presidente della cooperativa Casa del Pescatore, che ha portato all’attenzione della delegazione europea le difficoltà concrete vissute oggi dalla marineria cesenaticense. Un intervento estremamente diretto: “Non basta portare a casa 7 miliardi di euro per l’Italia: bisogna decidere come spenderli”.

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