22 Settembre, 2026 Cesenatico

Studenti stranieri, la CGIL boccia il tetto nelle classi: “La scuola deve unire”

La CGIL e la FLC CGIL di Forlì-Cesena respingono la proposta di introdurre un tetto massimo alla presenza di studenti di origine straniera nelle singole classi. Per le organizzazioni sindacali si tratterebbe di una “misura discriminatoria, incapace di rispondere alle autentiche difficoltà della scuola pubblica”.

“L’inclusione non è uno slogan”, affermano i sindacati, secondo i quali quote fondate sulla provenienza geografica o sul percorso migratorio delle famiglie rischierebbero di creare alunni di serie A e di serie B. Le priorità sarebbero invece la riduzione delle cosiddette “classi pollaio”, l’assunzione stabile di docenti e personale Ata e la presenza strutturale di mediatori linguistico-culturali e figure di supporto pedagogico.

“Per fare vera inclusione non servono tetti, ma investimenti che la politica continua a negare”, sostiene Alexander Fiorentini, segretario generale della FLC CGIL provinciale.

Maria Giorgini, segretaria generale della CGIL di Forlì-Cesena, richiama anche il problema demografico: dal 2010 le nascite in provincia sarebbero diminuite di oltre il 42% e in vent’anni il territorio avrebbe perso circa 20mila giovani. Oggi quasi un bambino su cinque nasce da genitori stranieri. “Contribuiscono a tenere aperte scuole e servizi fondamentali – osserva Giorgini – e saranno insegnanti, medici, imprenditori e operai. L’integrazione si costruisce facendo crescere insieme i bambini, non separandoli”.

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