Il trasferimento è di fatto iniziato e le lezioni sono regolarmente partite da oltre una settimana, ma sul fronte dei trasporti l’organizzazione sembra ancora tutta da mettere a punto. È la segnalazione pervenuta da oltre venti studenti del Liceo Scientifico “Enzo Ferrari” di Cesenatico, appartenenti alle otto classi trasferite nella sede di Via Saffi.
Il problema riguarda soprattutto il rientro al termine delle lezioni, anche se i disagi iniziano spesso già dal mattino. “Il primo giorno siamo arrivati alle 8:15, ma anche nei giorni successivi siamo quasi sempre entrati dopo l’orario stabilito”. Non esiste ad oggi, spiegano gli studenti, alcuna autorizzazione formale all’ingresso posticipato: semplicemente, il pullman arriva alla fermata in ritardo rispetto all’orario di inizio delle lezioni.
All’uscita, però, la situazione si complica ulteriormente. Gli studenti devono infatti lasciare la scuola circa cinque minuti prima per raggiungere l’unico pullman programmato, poiché questo rappresenta di fatto il solo collegamento utile per tornare a casa. “Diciamo che durante la giornata entriamo dopo ed usciamo prima”, spiegano.
Il nodo riguarda nello specifico la linea 165 Savignano. Secondo quanto riferito dagli stessi studenti, infatti, il collegamento inizialmente indicato durante una riunione organizzativa avrebbe dovuto utilizzare una fermata situata proprio davanti all’ingresso principale della nuova sede in Via Saffi. La fermata, tuttavia, non sarebbe ancora effettivamente riconosciuta dal servizio: “C’è un cartello, ma di fatto la fermata non viene utilizzata”. In un’occasione, raccontano, un autista avrebbe perfino spiegato agli studenti che la fermata non risultava nel tablet di bordo. “Ci ha riferito che la sua tratta era finita e che quella fermata non esisteva nel sistema”.
Il problema si intreccia inoltre con il sovraffollamento del mezzo. Il pullman, dopo essere passato dalla sede storica del “Ferrari”, dovrebbe raggiungere la zona di Via Saffi. Ma quando arriva al vecchio liceo può essere già troppo pieno per accogliere altri studenti. “L’autista apre la porta e ci dice che non può caricarci perché è troppo pieno”.
In altri casi, secondo la testimonianza raccolta, il mezzo avrebbe invece percorso la zona senza fermarsi alla fermata prevista per gli studenti della nuova succursale. Una situazione che sta alimentando frustrazione tra i ragazzi e le loro famiglie, soprattutto perché non esisterebbe un secondo collegamento immediatamente disponibile. “Parliamo di una ventina di studenti, forse anche 20-30, e molti genitori lavorano. Non tutti hanno qualcuno che può venire a prenderli”, spiegano.
Le segnalazioni alla scuola, intanto, sarebbero già partite da circa una settimana, insieme alle comunicazioni da parte delle famiglie. Il punto, però, resta individuare rapidamente un coordinamento tra scuola e gestore del trasporto.
Gli studenti sottolineano infatti di non voler “attaccare” nessuno, ma chiedono semplicemente che il servizio venga adeguato alla nuova organizzazione scolastica. Anche perché lo spostamento delle otto classi in Via Saffi risultava programmato da mesi e, proprio per questo, la richiesta è che i problemi legati alle fermate e agli orari vengano risolti quanto prima.
Nel frattempo, per gli studenti trasferiti, ogni giornata rischia di trasformarsi in una piccola corsa contro il tempo: arrivare a scuola puntualmente in ritardo, uscire con qualche minuto di anticipo e sperare che il bus passi, si fermi e abbia ancora posto a bordo.
Una situazione che coinvolge decine di ragazzi e che ora attende una risposta concreta, affinché il trasferimento nella nuova sede possa funzionare davvero anche sul piano della mobilità.