Un incarico legale per tentare di mettere la parola fine a una delle vicende urbanistiche e giudiziarie più lunghe e complesse di Cesenatico. Il Comune ha affidato all’avvocata Francesca Minotti, dello studio Gualandi e Minotti di Bologna, il compito di predisporre la convenzione relativa alle unità immobiliari dell’ex Albergo Riviera di via del Porto 11, successivamente trasformato nel Residence Riviera.
L’incarico di studio e consulenza, conferito con una determina pubblicata all’albo pretorio, comporta una spesa complessiva di 4.497,01 euro, Iva e oneri compresi. La collaborazione si concluderà con la predisposizione della versione definitiva della convenzione, indispensabile per completare la pratica edilizia SCEEA. Secondo il Comune, all’interno dell’ente non sarebbero presenti professionalità in grado di garantire il necessario supporto giuridico in un procedimento tanto articolato.
La vicenda affonda le radici nel 2002 e riguarda un immobile collocato in una zona urbanisticamente destinata alle attività turistico-ricettive. L’ex albergo venne recuperato e suddiviso in 23 appartamenti, classificati come “Case e appartamenti per vacanze”, le cosiddette CAV. Il nodo è sempre stato rappresentato dall’utilizzo effettivo delle unità: la destinazione turistico-ricettiva è compatibile con gli strumenti urbanistici, ma esclude l’impiego degli appartamenti come abitazioni private, permanenti o stagionali.
Tra il giugno 2017 e il luglio 2018 nove unità furono vendute a privati. Secondo la ricostruzione accolta dai giudici, gli appartamenti sarebbero stati acquistati per essere utilizzati personalmente durante le vacanze e, in alcuni casi, anche per trasferirvi la residenza. La società proprietaria, inoltre, non aveva avviato la gestione turistico-ricettiva prevista dalla normativa regionale e aveva presentato richieste di cambio d’uso a residenza, respinte dal Comune.
Nell’ottobre 2018 l’edificio venne sequestrato nell’ambito dell’inchiesta per lottizzazione abusiva. Nel settembre 2022 il Tribunale di Forlì condannò il costruttore Vittorio Tosi, la notaia che aveva curato i rogiti e undici acquirenti, disponendo anche la confisca dell’immobile.
La svolta arrivò il 14 marzo 2025, quando la Corte d’Appello di Bologna assolse gli acquirenti e ordinò il dissequestro, facendo venir meno il rischio che gli appartamenti passassero al patrimonio comunale. Rimasero invece le responsabilità del costruttore e della notaia. La Cassazione, nel 2026, ha sostanzialmente confermato le condanne, ribadendo che la semplice indicazione del vincolo CAV nei contratti non era sufficiente se l’operazione era concretamente diretta a consentire un uso residenziale.
Ora il Comune punta a regolarizzare definitivamente la gestione dell’edificio. La convenzione dovrà essere sottoscritta da tutti i proprietari e introdurrà, a garanzia dell’Amministrazione, un vincolo espresso e operativo: gli appartamenti potranno essere utilizzati esclusivamente come case per vacanze, attraverso una gestione conforme alla normativa turistica, e non come seconde case o residenze private.
Senza la firma dell’accordo non potrà essere conclusa la pratica edilizia. Dopo oltre vent’anni di ricorsi, sequestri e sentenze, la convenzione rappresenta dunque l’ultimo passaggio per restituire una funzione certa all’ex Riviera e chiudere almeno il capitolo urbanistico della vicenda.