Da problema da rimuovere dalle spiagge a possibile fonte di guadagno. Per l’ennesima volta c’è chi prova a costruire un business attorno alle alghe dell’Adriatico, presentandole come una materia prima ancora poco esplorata e potenzialmente utilizzabile nei settori più diversi.
Questa volta il progetto si chiama “Alga Ulisse” ed è sviluppato dalla Cooperativa Itaca, associata a Legacoop Romagna. Al centro della sperimentazione c’è soprattutto l’Ulva lactuca, conosciuta come lattuga di mare e presente anche lungo le coste adriatiche. L’obiettivo dichiarato è studiarne l’impiego nell’alimentazione, nella cosmetica, nell’agricoltura, nella bioedilizia e persino nella produzione di energia, seguendo i principi dell’economia circolare.
Il progetto è stato presentato giovedì 3 settembre durante un’uscita a bordo del cutter “Rondine sul Mare” con partenza dal Porto Canale di Cattolica-Gabicce. La navigazione è stata accompagnata da una degustazione di preparazioni a base di alghe e dall’intervento di Antonio Morritti, presidente della Cooperativa Itaca.
L’idea è ribaltare la prospettiva: non considerare più le alghe soltanto come materiale che si accumula sull’arenile, ma come una risorsa capace di generare nuove opportunità per la pesca e l’economia del mare.
Il progetto è suggestivo, ma non nuovo: negli anni le alghe sono state ciclicamente indicate come possibile carburante, fertilizzante, alimento o ingrediente cosmetico. Molte promesse, finora, sono rimaste sulla carta. Anche questa volta la vera sfida sarà passare dagli aperitivi e dalle dichiarazioni a una filiera concreta, sostenibile e realmente remunerativa.