23 Settembre, 2026 Cesenatico

Fenix, Campedelli racconta la festa dei giovani di FdI: “Un’esperienza di comunità”

Cinque giorni di incontri, dibattiti, ospiti ed autentici momenti di aggregazione. Si tratta di Fenix, la festa nazionale di Gioventù Nazionale – il movimento giovanile di Fratelli d’Italia – che dal 16 al 20 settembre ha animato il Laghetto dell’Eur a Roma con la nuova edizione intitolata “Il tempo del coraggio”. Il programma ha spaziato dal lavoro giovanile alla scuola, passando per la geopolitica, l’Europa, poi l’immigrazione e lo sport, fino all’intelligenza artificiale e alla storia.

A viverla da protagonista anche Alessandro Campedelli, giovane di Cesenatico, già noto sul territorio per il suo impegno in Azione Studentesca, di cui è coordinatore provinciale, e nella realtà locale di Gioventù Nazionale. Un’esperienza che racconta attraverso il punto di vista di chi, proprio nella dimensione giovanile, sta costruendo il suo personale percorso politico.

Per chi non lo conosce, cos’è Fenix?

“Fenix è la festa nazionale di Gioventù Nazionale, il movimento giovanile di Fratelli d’Italia. È un appuntamento nazionale che si tiene generalmente a settembre, quest’anno dal 16 al 20, presso il Laghetto dell’Eur, a Roma.

Il tema di questa edizione era ‘Il tempo del coraggio’. E proprio il coraggio ha rappresentato il vero filo conduttore tra le varie conferenze, ma anche un motto scelto per descrivere simbolicamente lo spirito che noi stessi attribuiamo al movimento: uno spirito coraggioso, controcorrente, audace. Un modo anche per ricordare che, sebbene le nostre radici affondino nel passato, ci consideriamo un’avanguardia per il futuro”.

Di cosa hanno trattato le conferenze? E quali ti hanno colpito maggiormente?

“I temi sono stati molto diversi: lavoro giovanile, politica, attualità, cultura, storia, geopolitica, Poi Europa, immigrazione, sport, intelligenza artificiale e, più in generale, le sfide che guardano al futuro. Molti panel sono stati moderati o semplicemente introdotti proprio da ragazzi del movimento.

Uno di quelli che mi ha colpito maggiormente è stato di certo ‘Febbre giovanile’, con il ministro della Cultura Alessandro Giuli e Angela Mellone, direttrice del Day Time Rai, moderati da Riccardo Ponzio, presidente nazionale di Azione Studentesca. Il messaggio di Giuli mi è rimasto particolarmente impresso: l’invito per noi giovani a conservare la ‘febbre giovanile’, intesa come quella voglia di essere audaci, di vivere il presente e non arrendersi davanti a sfide che sembrano sempre più difficili.

Molto interessante è stato anche il panel dedicato al Libano, con esperti, analisti e giornalisti. Si è parlato anche dell’iniziativa di Modavi e della Protezione civile nazionale, che ha inviato materiale scolastico in Libano per contribuire alla realizzazione di una scuola intitolata ad Amerigo Grilz. Mi ha colpito anche l’intervento dell’europarlamentare Paolo Inselvini, che ha raccontato la sua visita in Libano ed ha espresso il proprio sostegno alla popolazione libanese e ai cristiani del Medio Oriente.

Infine, ‘Il coraggio che mosse il mondo’, dedicato al centenario dalla nascita di Pino Rauti, è stato un momento particolarmente emozionante. Isabella Rauti ha raccontato l’impegno politico, culturale ed intellettuale del padre nel contesto della Prima Repubblica. È stato anche un momento formativo per comprendere una parte della storia del Movimento Sociale Italiano”.

Fenix, però, è anche un momento di incontro con le realtà provenienti da tutta Italia.

“Assolutamente sì. Anzi, credo che questo sia uno degli aspetti più importanti. Oltre alle conferenze, c’erano gli stand, i libri, le sale per i dibattiti e una zona dedicata alla ristorazione, con grandi tavoli dove fermarsi, mangiare, bere qualcosa e soprattutto parlare.

Per noi, il concetto di comunità è molto importante. Non sta ad indicare semplicemente un gruppo di amici o un gruppo politico: è un insieme di persone che condividono un ideale e un’idea di destino comune. E questo significa anche vivere momenti di svago, conoscersi, confrontarsi e incontrare realtà che arrivano da Milano, Torino, Lecce, Roma e da tante altre parti d’Italia.

Ogni trasferta, poi, rafforza anche il legame con la propria comunità. Stare insieme per diversi giorni significa innanzitutto condividere ogni momento, non soltanto incontrarsi sporadicamente. Ed è proprio questo, a mio avviso, uno dei veri obiettivi di Fenix: creare rapporti che normalmente, per la distanza geografica, sarebbe difficile coltivare”.

A chiudere Fenix è stata Giorgia Meloni.

“Sì, la manifestazione si è conclusa con l’intervento della Presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Ha ringraziato i ragazzi per la partecipazione e per il lavoro svolto durante l’evento e ci ha invitati a fare sempre meglio e a cercare di trarre sempre il meglio dalla vita. Ha inoltre illustrato alcune delle politiche portate avanti dal Governo rivolte ai giovani e, in particolare, al mondo della scuola”. 

Ed è forse proprio nella parola “coraggio” che Campedelli individua il filo conduttore dei cinque giorni romani: non soltanto quello dei dibattiti e degli interventi sul palco, ma quello di una generazione che, attraverso la militanza e il confronto, prova a ritagliarsi uno spazio nella vita pubblica. Un’esperienza nazionale che, per un giovane di Cesenatico, diventa così anche un modo per portare il proprio territorio dentro una realtà molto più ampia.

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