Il quadro emerso nelle ore successive al blitz sembrava meno grave rispetto alle prime ipotesi (clicca qui). A distanza di quasi un mese, però, gli accertamenti hanno portato alla chiusura dell’Hotel Perla di Ponente. Con un’ordinanza firmata ieri (22 settembre), il Comune di Cesenatico ha disposto il divieto immediato di prosecuzione dell’attività ricettiva.
Il provvedimento rappresenta l’esito del controllo interforze effettuato il 26 agosto scorso da personale dell’Ausl, Polizia locale, presidio estivo della Polizia di Stato e Guardia di finanza. La relazione sanitaria, trasmessa al Comune nei giorni successivi, descriveva condizioni igienico-sanitarie giudicate insufficienti e una lunga serie di criticità.
Nella struttura sarebbero state riscontrate infiltrazioni, infissi deteriorati, stipiti rotti o mancanti e fili elettrici danneggiati o scoperti. In alcune camere il sistema di ventilazione dei bagni sarebbe risultato assente o non funzionante, mentre sanitari e rubinetteria presentavano sporco e incrostazioni. Contestati anche box doccia rotti, arredi e letti scheggiati o usurati e biancheria macchiata.

Gli ispettori avrebbero inoltre trovato asciugamani e altri capi lasciati ad asciugare sulle sedie della sala bar. Il deposito destinato alla biancheria pulita sarebbe risultato non intonacato e in disordine, con parte del materiale appoggiato direttamente sul pavimento. Tra le criticità indicate dall’Ausl compare anche una problematica legata alla presenza di cimici da letto. La Polizia locale ha rilevato ulteriori carenze nelle parti interne ed esterne della struttura alberghiera, classificata tre stelle.
Il 4 settembre il Comune aveva comunicato alla società l’avvio del procedimento, concedendo dieci giorni per eliminare le irregolarità. Il gestore avrebbe dovuto presentare una relazione, accompagnata da fotografie, per documentare gli interventi eseguiti. Secondo quanto riportato nell’ordinanza, tuttavia, agli uffici non è pervenuto alcun riscontro.
Da qui il divieto di continuare l’attività, efficace dal momento della notifica. Non si tratta di un’ordinanza contingibile e urgente, ma di un provvedimento adottato in base alla legge regionale sulle strutture ricettive dopo la mancata regolarizzazione. L’hotel potrà riaprire soltanto quando saranno ripristinate le condizioni previste dalle norme igienico-sanitarie, edilizie e urbanistiche. Contro l’atto è ammesso il ricorso al Tar entro 60 giorni oppure al presidente della Repubblica entro 120 giorni.
