3 Aprile, 2025 Cesenatico

La storia di Ester: “Vengo alla Caritas solo quando il frigorifero é vuoto”

Troppe volte diamo per scontato che la Caritas sia un luogo dove si radunano stranieri immigrati, zingari o clochard di lungo corso. Visitando la nuova sede di largo Cappuccini, invece, ci imbattiamo in Ester (nome di fantasia), una ragazza di 23 anni che abita a Savignano sul Rubicone. E’ sposata con un ragazzo poco più grande di lei e dalla loro relazione é nata una bimba che oggi ha 2 anni.  

Ester, come mai qui alla Caritas?

“Mio marito ha avuto un incidente sul lavoro e adesso é fermo. Senza il suo stipendio per noi diventa difficile arrivare alla fine del mese e allora, ogni tanto, vengo qui a chiedere un po’ di aiuto”. 

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E te non lavori?

“Sto facendo dei colloqui e spero di trovare qualcosa al più presto”. 

Ogni quanto vieni qui?

“Il meno possibile perché so che c’é tanta gente che ha più bisogno di me e allora mi dispiace togliere il cibo a qualcun altro. Quando vengo alla Caritas non lo faccio per risparmiare, ma perché vuol dire che siamo davvero in difficolta”.

Da quanto tempo devi rivolgerti alla Caritas?

“Non da molto perché, quando mio marito lavorava, le cose non andavano poi così male. Dovevamo fare i sacrifici ma qualcosa nel frigo c’era sempre”. 

Cosa prendi di solito? 

“Solo cose da mangiare. Mi danno latte, biscotti, verdura, frutta, pomodori ed altri generi alimentari”.

Ti danno anche qualche soldo?

“So che, a volte, danno un contributo per pagare le bollette, ma io non l’ho mai chiesto. Ripeto, per noi sono giorni difficili, ma c’é chi sta molto peggio di noi”.  

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