23 Settembre, 2026 Cesenatico

Mario Magnani: “Cara Cesenatico fai come me… non cullarti sugli allori”

Più che un locale é un simbolo perché, dopo mezzo secolo di attività, il Cafè degli Artisti appartiene ormai alla memoria storica di Cesenatico. 

Al timone, dopo l’epopea di Arnaldo Magnani, c’é il figlio Mario che, con la moglie Elena, ha saputo portare avanti un’eredità pesante. Arnaldo, del resto – professione fotografo – a Cesenatico come negli States, era uno che flirtava col jet-set e, quando era in vena di raccontare, spesso le sue storie parlavano di Jack Nicholson, Sharon Stone ed Andy Warhol.

Mario é un visionario sognatore come il padre, anche se – in questa Cesenatico – fare impresa é un po’ più complicato. In ogni caso, il Cafè degli Artisti quest’anno spegne 50 candeline, un traguardo non banale che ci ricorda un divertente aforisma: “Il segreto della longevità? Saper scegliere con intelligenza gli antenati”… 

Mario, quando celebrerai esattamente la festa dei 50 anni del Cafè degli Artisti?

“Il compleanno sarà il primo maggio, perché quella é la data in cui, nell’ormai lontano 1975, mio padre Arnaldo accese, per la prima volta, la luce di questo locale”.

Cos’é cambiato in questo mezzo secolo?

“Direi tutto. Siamo cambiati noi, é cambiata Cesenatico ed anche il Cafè degli Artisti si é trasformato. A quei tempi, ad esempio, non esisteva la Siae e neppure lo stereo. Noi ascoltavamo musica attraverso la radio di una vecchia Lancia Fulvia 1300 collegata a due casse. Anche a livello di drink l’offerta era molto più basica e, dietro al bar, avevamo quattro bottiglie: Martini Rosso, Martini Bianco, un amaro e un po’ di vino, altro che Gin Tonic o Moscow Mule”.

Anche la formula del locale, a quei tempi, era diversa…

“Certo, noi eravamo aperti anche a pranzo e, poiché fino agli anni Novanta, i bagni al mare non facevano il servizio di ristorazione, siamo stati il primo fast-food della riviera adriatica a fare il servizio da asporto. Ricordo che facevamo oltre duecento coperti al giorno. Poi gli stabilimenti si sono trasformati in ristoranti sempre più strutturati e, a quel punto, il servizio pranzo non ha avuto più senso. E’ stato in quel momento che il Cafè degli Artisti ha scoperto la sua anima notturna…”. 

E’ cambiata anche la clientela?

“Certo, oggi é molto più viziata. Le persone, a differenza che in passato, viaggiano molto e quindi giustamente sono diventate anche più esigenti”. 

Com’é andata la scorsa stagione?

“Per il Cafè degli Artisti direi bene anche se, tra alluvioni e mucillagini, anche noi abbiamo avuto qualche difficoltà. Le premesse ad inizio stagione erano molto buone. Ricordo che eravamo tutti molto carichi ma, settimana dopo settimana, lo scenario é cambiato e le aspettative di un’estate fantastica sono andate un po’ deluse. In ogni caso, anche se il contesto in certi momenti é stato difficile, noi abbiamo sempre cercato di andare avanti col sorriso, offrendo sempre il massimo ai nostri clienti”. 

Cosa ti aspetti dall’estate 2025?

“Mi aspetto una grande annata perché vedo grande entusiasmo attorno a me. E’ un po’ il riflesso della primavera: basta un po’ di sole e subito la gente a Cesenatico entra in ‘modalità estate’”.  

Politiche turistiche: siamo sulla direzione giusta?

“Lo dirà il tempo, come sempre. Per il momento io a Cesenatico consiglio sempre di non cullarsi sugli allori perché, anche se siamo una località con una solida tradizione turistica, non bisogna mai stancarsi di fare promozione e di investire in questo settore”.

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