6 Ottobre, 2026 Cesenatico

Ma come stanno davvero i conti del Comune di Cesenatico? Autonomia elevata, ma crescono le spese rigide e rallentano gli incassi

Ma come stanno davvero i conti del Comune di Cesenatico? La risposta offerta dagli indicatori economico-finanziari non è né allarmistica né del tutto rassicurante: il bilancio conserva una struttura robusta, ma dispone di margini di manovra inferiori rispetto al passato e mostra qualche difficoltà nel trasformare rapidamente in denaro le somme accertate.

Il primo elemento positivo è l’elevato grado di autonomia finanziaria, cioè la capacità di sostenere le attività correnti attraverso entrate proprie anziché dipendere dai trasferimenti pubblici. L’indice, dopo essere sceso dal 91,74% del 2023 all’87,88% del 2024, risale leggermente all’88,45% nel 2025. Quasi nove euro su dieci delle entrate correnti derivano dunque da tributi, tariffe e altre risorse comunali.

Più marcato è invece il calo dell’autonomia impositiva: dal 68,64% del 2023 al 55,32% del 2024, fino al 55,09% del 2025. Ciò significa che il peso delle entrate tributarie sul totale delle risorse correnti si è ridotto, anche per effetto della diversa composizione del bilancio.

La pressione finanziaria pro capite passa da 1.442,27 euro nel 2023 a 1.160,25 nel 2024, per poi risalire a 1.284,74 euro. Quella strettamente tributaria scende invece da 1.079,23 a 730,40 euro e si attesta nel 2025 a 800,20 euro. Sono valori calcolati sulla popolazione residente: in una città turistica come Cesenatico vanno letti con cautela, perché una parte rilevante delle entrate è generata da immobili, attività e servizi collegati anche a proprietari non residenti e presenze turistiche.

Crescono i trasferimenti: quelli statali salgono da 95,80 a 124,64 euro per abitante, mentre quelli regionali, pur restando molto contenuti, passano da 2,30 a 6,59 euro.

Il segnale più delicato riguarda la rigidità della spesa corrente, ossia la quota di entrate assorbita da personale e rimborso dei mutui: dal 21,49% del 2023 si sale al 26,45% nel 2024 e al 28,22% nel 2025. Non è ancora un livello critico, ma l’aumento riduce la libertà dell’amministrazione di finanziare nuovi servizi e interventi.

Sul fronte degli incassi, l’incidenza dei residui attivi resta molto alta: 84,13% nel 2023, 83,05% nel 2024 e 83,91% nel 2025. Anche la velocità di riscossione delle entrate proprie, dopo essere migliorata al 63% nel 2024, torna al 51% nel 2025. In sostanza, il Comune accerta le somme dovute, ma ne incassa nell’anno poco più della metà.

Migliore la situazione dei pagamenti: la velocità di gestione delle spese correnti resta stabile all’84%, mentre l’incidenza dei residui passivi, pur salendo dall’1,69% al 2,61%, rimane contenuta.

La fotografia finale è quindi quella di un Comune finanziariamente autonomo e capace di pagare con regolarità, ma chiamato a rafforzare la riscossione e a contenere l’espansione delle spese obbligatorie. I conti non mostrano una crisi; indicano però che, per conservare solidità, occorrerà evitare che la minore liquidità e la crescente rigidità comprimano progressivamente la capacità di scelta politica.

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