6 Ottobre, 2026 Cesenatico

Moria di spigole e orate nella Vena Mazzarini: ieri il sopralluogo dell’Ausl

Spigole, orate e numerosi pesci di piccola taglia senza vita, un odore nauseabondo e la preoccupazione di residenti e turisti. È la situazione che si presenta in questi giorni nella Vena Mazzarini, all’altezza del vecchio delfinario, dove è in corso una nuova moria di pesci che ripropone un problema segnalato ormai da anni.

Nella giornata di ieri è intervenuto il Servizio Veterinario dell’Ausl Romagna, che ha effettuato un controllo ufficiale nell’area. I tecnici hanno disposto il prelievo di due carcasse, una orata e una spigola (branzino), destinate agli accertamenti diagnostici dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale, per verificare le cause della mortalità.

In attesa dell’esito delle analisi, l’ipotesi scientificamente più probabile è quella dell’anossia, ovvero la drastica riduzione dell’ossigeno disciolto nell’acqua. Le elevate temperature estive aumentano infatti il consumo di ossigeno e, nelle acque ferme o con scarso ricambio, possono creare condizioni incompatibili con la sopravvivenza dei pesci. Si tratta di un fenomeno noto, che tende a manifestarsi durante le ondate di calore ed è favorito dalla decomposizione del materiale organico e dall’eventuale proliferazione algale. 

Tra le altre possibili cause che saranno valutate figurano eventuali contaminazioni, improvvise variazioni di salinità, fioriture algali tossiche o patologie infettive. Tuttavia, quando vengono colpite contemporaneamente specie diverse e pesci di differenti dimensioni, gli esperti indicano generalmente la carenza di ossigeno come la spiegazione più plausibile. 

Sul banco degli imputati finiscono ancora una volta anche gli impianti di ricambio dell’acqua. Da anni viene infatti segnalato il mancato funzionamento degli scambiatori di acqua salata e delle relative pompe, installati nella parte terminale della Vena Mazzarini verso viale Trento, oltre ai movimentatori d’acqua che dovrebbero limitare il ristagno. 

Se confermato, il mancato ricambio idrico potrebbe aver aggravato una situazione già resa critica dalle temperature elevate, trasformando uno dei luoghi più frequentati della città in un pessimo biglietto da visita.

FOTO ANDREA MEDRI

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