Festa grande ieri all’Oasi Desirée. Dopo un lungo percorso burocratico durato quasi due anni, la struttura di via Mesola è stata ufficialmente registrata nella banca dati nazionale dei “rifugi per animali”. Se si esclude il Piemonte, dove già esiste un data-base del settore, si tratta della prima registrazione ufficiale effettuata sul territorio italiano. Un riconoscimento importante che trasforma la struttura di Cesenatico in una sorta di caso “apripista” a livello nazionale.
“Una vittoria storica per gli animali e per tutti i rifugi etici”, l’ha definita Desirée Fattori.
Fino ad oggi, infatti, tutti i rifugi italiani erano censiti come “allevamenti”, nonostante in questi luoghi gli animali non venissero sfruttati, ma accolti e – spesso – salvati.
Ora, grazie ad un lavoro durato oltre due anni, le prospettive per queste realtà cambiano in maniera sostanziale. Il percorso è stato portato avanti in collaborazione con Ylenia Verduzzo e con l’organizzazione UTI (@utipertutti), un’associazione anti-specista egualitaria che lotta contro ogni discriminazione a tutela dei singoli individui, siano essi animali umani e non umani. E’ stata grazie a questa sinergia che Oasi Desirée ha ottenuto un riconoscimento che, come detto, apre la strada a tantissimi altri rifugi in Italia.
“Siamo emozionati, felici e anche un po’ commossi – spiega Desirée – questo è solo l’inizio. I rifugi esistono. E da oggi, esistono anche per la legge. Grazie a chi ha camminato con noi per rendere possibile tutto questo”.