27 Settembre, 2026 Cesenatico

Rayan, conclusa la staffetta nelle sedi sindacali: “Ora il territorio raccolga il testimone”

Si è conclusa la staffetta promossa dagli amici di Rayan Lassoued nelle sedi delle organizzazioni sindacali di Cesena. Un percorso di partecipazione e sensibilizzazione nato per mantenere alta l’attenzione sulla morte del giovane e, più in generale, sul diritto alla salute e alla sicurezza nei luoghi di lavoro.

L’iniziativa aveva preso il via il 4 giugno nella sede della CGIL Forlì-Cesena, per poi proseguire il 19 giugno alla CISL Romagna e concludersi il 7 luglio alla UIL di Cesena. Le tre organizzazioni hanno aderito con convinzione, riconoscendo nella staffetta un forte valore civile e un’occasione per diffondere una maggiore cultura della prevenzione.

“La staffetta nelle nostre sedi si conclude, ma non deve esaurirsi il messaggio che ha trasmesso”, dichiarano Maria Giorgini, Francesco Marinelli e Paolo Manzelli, segretari generali rispettivamente di CGIL Forlì-Cesena, CISL Romagna e UIL Cesena. “Gli amici di Rayan hanno trasformato il dolore in impegno civile e per questo li ringraziamo, insieme alla famiglia, che con grande dignità prosegue il difficile percorso di ricerca della verità e delle responsabilità”.

Per i sindacati, la morte di Rayan – che lavorava alla “Fratelli Giorgi” di Cesenatico – richiama l’intera comunità a una responsabilità collettiva. “Ogni infortunio mortale sul lavoro è una sconfitta per il Paese e impone di rafforzare prevenzione, formazione, controlli, qualità degli appalti e ruolo della rappresentanza dei lavoratori. La sicurezza non è un costo, ma un diritto fondamentale: nessun lavoro può valere una vita”. 

La conclusione della staffetta, sottolineano CGIL, CISL e UIL, non deve quindi rappresentare un punto di arrivo, ma un passaggio di consegne. L’appello è rivolto alle istituzioni, agli enti locali, alle scuole, alle associazioni e a tutte le realtà sociali del territorio, affinché raccolgano simbolicamente il testimone e proseguano il lavoro di sensibilizzazione.

Le organizzazioni sindacali invitano inoltre la cittadinanza a sostenere la raccolta fondi “Giustizia per Rayan”, promossa dalla famiglia per affrontare le spese processuali. “Un gesto concreto – spiegano – che accompagna il percorso di verità e giustizia, nell’interesse non soltanto della famiglia, ma dell’intera collettività”. 

CGIL, CISL e UIL confermano infine l’impegno a proseguire questa battaglia attraverso la contrattazione e il confronto con istituzioni e imprese, affinché siano rafforzate tutte le misure necessarie a garantire salute e sicurezza sul lavoro e nessun’altra famiglia sia costretta ad affrontare un dolore simile.

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