Un mese di scuola è ormai trascorso, ma per la famiglia dei due bambini residenti in Via Cappona il problema dello scuolabus resta ancora irrisolto. Nessuna svolta, nessuna soluzione alternativa che abbia consentito di superare le criticità contestate fin dall’inizio: la situazione, stando alle parole del padre, è rimasta esattamente quella di settembre.
“Tutto come prima”, spiega il genitore, rispondendo alla domanda su come stiano procedendo le cose. Poi aggiunge un dettaglio che fotografa le conseguenze concrete della vicenda: “Ho dovuto pagare una persona che porta i bambini fino a casa”.
Il problema riguarda anche l’organizzazione della giornata. La mattina, infatti, è il padre stesso ad accompagnare personalmente i figli, mentre per uno dei bambini, chiarisce, ha dovuto ricorrere ad un servizio di prescuola. Una soluzione che comporta un ulteriore costo a carico della famiglia, senza però risolvere tutte le difficoltà legate agli spostamenti.
A preoccupare resta soprattutto la questione del tragitto a piedi tra il domicilio e la fermata assegnata. Nelle precedenti ricostruzioni, la famiglia aveva contestato la distanza da percorrere e le condizioni di alcuni tratti stradali, ritenuti pericolosi per due bambini di 9 e 10 anni. Il Comune aveva confermato la fermata di Via Fossa 88, a circa 1.350 metri dall’abitazione, escludendo altre ipotesi per ragioni di sicurezza ed organizzative. Un minibus più piccolo era stato indicato come tecnicamente realizzabile, ma avrebbe comportato una spesa aggiuntiva stimata in circa 19.500 euro all’anno.
Nel frattempo, però, la scuola è iniziata e la famiglia continua a dover trovare soluzioni autonome. Il padre richiama inoltre l’attesa all’entrata – “per più di 30 minuti” – che sua figlia è costretta ad affrontare ogni giorno, tornando infine a sottolineare la distanza da percorrere: “La fermata si trova a quasi 1,5km”. La conversazione si interrompe con un ulteriore riferimento alle condizioni del tragitto.
È questo il dato nuovo che emerge ad un mese dall’avvio delle lezioni: mentre il confronto sulla fermata non ha prodotto – almeno per quanto risulta finora – un esito condiviso, gli oneri pratici ed economici continuano a ricadere sulla famiglia.
La domanda, a questo punto, torna all’Amministrazione comunale: dopo le contestazioni dei genitori e la richiesta di verificare nuove soluzioni, è stato effettuato un ulteriore sopralluogo? E soprattutto, esiste una prospettiva concreta per superare una situazione che, per la famiglia, è ancora “tutto come prima”?