Un Teatro Bonci gremito, risate a ripetizione e un pubblico trascinato in un autentico vortice tra personaggi, imitazioni e musica. Ieri sera – martedì 27 ottobre – Giovanni Vernia ha portato sul palco simbolo di Cesena il suo spettacolo Vernia o non Vernia Live, trasformando il teatro in una grande festa della comicità. Una serata da tutto esaurito, unendo divertimento e solidarietà.


Ad aprire l’appuntamento è stato Giovanni Taioli, presidente della Fondazione Sacro Cuore, che ha ringraziato il pubblico e l’Amministrazione comunale, rappresentata dall’Assessora Elena Baredi, per il patrocinio concesso. La partecipazione ha sostenuto la Fondazione, impegnata nell’educazione attraverso i suoi tre ordini scolastici, e la Casa di accoglienza “Luciano Gentili” ODV, attiva nel campo della solidarietà sociale.
“La scuola non è soltanto un luogo dove si acquisiscono conoscenze e competenze, ma uno spazio in cui si cresce, si impara a stare insieme e si sviluppano responsabilità, rispetto e fiducia nel futuro”, ha ricordato Taioli, sottolineando il valore di una comunità capace di non lasciare indietro nessuno. Un ringraziamento è andato anche agli sponsor che hanno reso possibile la serata.
Poi, spazio al protagonista. Vernia ha conquistato la platea fin dalle prime battute, giocando persino con i ripetuti problemi del microfono e le aspettative del pubblico, prima di lanciarsi nel suo personalissimo universo comico. Il risultato è un susseguirsi di situazioni paradossali, cambi di voce e incursioni nei caratteri più disparati, con cui il comico mette in scena le tante personalità che, spiega lui stesso, convivono nella sua testa.


Tra i bersagli preferiti, Jovanotti, evocato attraverso una caricatura irresistibile del suo ottimismo e della sua visione del mondo, e i genovesi, raccontati con ironia attraverso la proverbiale ritrosia a lasciarsi andare. Ne nasce un viaggio nella sua storia personale: l’infanzia tra Genova e le vacanze in famiglia, gli studi in ingegneria elettronica, i primi lavori nel marketing e la scelta di inseguire la vocazione per il palcoscenico.
Non manca il racconto dei genitori, tra aspettative professionali e incredulità davanti alla carriera artistica del figlio, né quello della vita quotidiana, della televisione e delle piccole contraddizioni italiane. Vernia passa da una voce all’altra con ritmo serrato, trasformando aneddoti personali e imitazioni in continue occasioni di complicità con la sala.


Il pubblico risponde con applausi, risate e partecipazione, fino al saluto finale. Al Bonci, la comicità diventa così anche un’occasione per sostenere chi, sul territorio, lavora ogni giorno per educare, accogliere e aiutare. Una serata in cui il divertimento ha incontrato la solidarietà, davanti a un teatro pieno.