Con le elezioni amministrative ormai all’orizzonte, a Cesenatico il confronto politico inizia a concentrarsi sulle prospettive della città e le strategie per il suo futuro. Se il centrosinistra punta sulla continuità amministrativa, sul fronte opposto resta aperta la partita della coalizione e per la scelta del candidato sindaco.
Proprio in questo scenario si inserisce la riflessione di Sandro Lumini, referente del Comitato di Futuro Nazionale a Cesenatico, ingegnere meccanico con una lunga esperienza professionale in Ferrari. Nel suo contributo parte da una convinzione precisa: per invertire la rotta non basta amministrare l’esistente, ma occorre una visione capace di coniugare competenze, sviluppo economico e valorizzazione delle potenzialità turistiche. Tra le proposte più concrete, un pontile turistico con una struttura dedicata alla ristorazione e all’intrattenimento.
Lumini, partiamo dalla situazione politica. Cesenatico si avvicina alle amministrative del 2027: che cosa ritiene serva oggi alla città?
“Credo serva soprattutto una visione. Non basta individuare un candidato sindaco conosciuto o costruire una squadra sulla base degli equilibri politici. Occorrono persone preparate, con capacità tecniche, idee e una conoscenza concreta delle potenzialità del territorio. Cesenatico ha bisogno di un’amministrazione che sappia guardare avanti e trasformare le proprie risorse in opportunità concrete”.
Nella sua nota parla di una spirale negativa, fatta di attività che chiudono e giovani costretti a cercare occasioni altrove. Qual è, secondo lei, il problema di fondo?
“Il rischio è quello di perdere progressivamente vitalità economica e sociale. Il turismo resta il motore di Cesenatico, ma non possiamo limitarci a gestire ciò che già esiste. Dobbiamo essere competitivi, distinguerci dalle altre località e offrire ragioni per tornare. La città deve essere attrattiva per i visitatori, ma anche capace di garantire ai residenti servizi, occasioni culturali e una vita cittadina vivace durante tutto l’anno”.
Lei propone di amministrare il Comune con una mentalità simile a quella di un’impresa. In concreto, che cosa significa?
“Significa darsi obiettivi chiari, investire sulle opportunità e valutare i risultati. In questa prospettiva, i turisti sono persone da attrarre e soddisfare, mentre i cittadini devono essere i primi beneficiari della crescita economica. Se il turismo riparte, come già spiegavo, i suoi effetti devono tradursi innanzitutto in servizi migliori, quindi vivacità culturale, spettacoli e nuove occasioni di lavoro. Non si tratta di ridurre la città a un’azienda, ma di applicare alla sua gestione capacità di programmazione, organizzazione e visione”.
La sua proposta più caratterizzante è un pontile turistico con una rotonda sul mare. Come immagina questo progetto?
“Immagino un pontile che si protenda da Viale Roma verso il mare e termini con una piattaforma circolare abbastanza ampia da ospitare un ristorante e, al piano superiore, un locale da ballo. Un percorso illuminato, con parapetti in stile liberty, che potrebbe diventare il fulcro della passeggiata serale. Il pontile consentirebbe inoltre l’attracco di imbarcazioni da diporto e yacht, favorendo l’arrivo di visitatori provenienti da altri porti dell’Adriatico.
È un’idea che richiama l’immaginario della Rotonda sul mare e gli anni in cui Cesenatico era una meta di riferimento per il turismo e l’intrattenimento. Naturalmente, una proposta del genere dovrebbe essere approfondita sotto il profilo tecnico, economico e ambientale. Ma credo sia importante tornare a immaginare opere capaci di dare alla città una riconoscibilità anche fuori dai confini nazionali”.

Il suo sguardo torna spesso agli anni Sessanta, alla Nuit e ai locali che animavano la città. Si può recuperare quella vocazione senza limitarsi alla nostalgia?
“Non dobbiamo copiare il passato, ma recuperare la capacità di attrarre persone e investimenti. Cesenatico dovrebbe tornare a essere un punto di riferimento anche per il turismo giovanile, con locali, intrattenimento e nuove occasioni di aggregazione. Penso inoltre alla necessità di valorizzare i mercati turistici europei che in passato hanno avuto un ruolo importante, come Germania, Austria, Svizzera e Olanda. Il ricordo degli anni d’oro può diventare uno spunto per una promozione moderna, purché sia accompagnato da progetti concreti”.
Un progetto infrastrutturale di questa portata richiede risorse, autorizzazioni e una strategia complessiva. Da dove si dovrebbe cominciare?
“Dalla capacità di trasformare un’idea in un progetto credibile. Servono competenze, studi di fattibilità, valutazioni economiche e un confronto con gli operatori del settore. Bisogna capire quali investimenti possano generare ricadute reali, coinvolgendo anche l’area della darsena e di Ponente. L’obiettivo non è realizzare un’opera fine a sé stessa, ma creare le condizioni per un effetto positivo sull’intero sistema turistico e commerciale”.
Veniamo alle alleanze. Lei auspica un centrodestra unito: quali condizioni ritiene necessarie per arrivare a una proposta comune?
“Sono convinto che le forze di centrodestra possano individuare personalità adeguate se sapranno concentrarsi sull’obiettivo comune. La scelta del candidato sindaco e della squadra non dovrebbe essere dettata soltanto dagli equilibri interni ai partiti, ma dalla preparazione, dalla capacità di elaborare un programma e dall’amore per Cesenatico. È su questi elementi che, a mio avviso, si dovrebbe costruire un progetto amministrativo condiviso”.
In definitiva, quale cambiamento vorrebbe vedere a Cesenatico nei prossimi anni?
“Vorrei una città capace di tornare a credere nelle proprie possibilità, di attrarre investimenti e offrire ai giovani motivi per restare. Il turismo deve continuare a essere il motore economico, ma deve produrre benefici per tutta la comunità, dal centro alla darsena, fino alle attività delle frazioni e nelle campagne. Per riuscirci occorrono idee, competenze e la volontà reale di cambiare rotta”.
Il messaggio di Lumini, dunque, va oltre la singola opera. Il pontile con la rotonda sul mare è così il simbolo di una proposta che mette al centro il rilancio turistico, l’attrazione di nuovi investimenti e la necessità di restituire vitalità a Cesenatico anche fuori stagione. Sul piano politico, il referente di Futuro Nazionale affida alle forze di centrodestra la possibilità di individuare una squadra capace di tradurre questa visione in un programma amministrativo. La sfida, in vista del 2027, sarà ora trasformare le idee in progetti verificabili, con risorse, tempi e obiettivi definiti.