È passato un anno, ma per gli amici di Manuel Budini il tempo sembra essersi fermato a quella tragica notte di luglio. A quel rumore improvviso, alle sirene, alle ore di angoscia trascorse sperando in una notizia che non sarebbe mai arrivata. Manuel aveva appena sedici anni quando – esattamente un anno fa – rimase coinvolto, insieme a un ragazzo di quindici, nel gravissimo incidente avvenuto poco prima della mezzanotte nella zona industriale di Ponte Ospedaletto.
Lo schianto si verificò all’incrocio tra via Guido Rossa e via Bachelet. I due adolescenti viaggiavano sui loro scooter quando entrarono in collisione con una Bmw X1 guidata da un ventiseienne. Le condizioni di Manuel apparvero subito disperate: trasportato all’ospedale Bufalini di Cesena, rimase in coma profondo nel reparto di Rianimazione, con lesioni neurologiche gravissime. Il suo cuore smise di battere pochi giorni dopo.
Le indagini, aperte per omicidio stradale, cercarono di ricostruire ogni istante di quella sera attraverso rilievi e testimonianze. Secondo le testimonianze raccolte, la Bmw sarebbe comparsa improvvisamente all’incrocio durante una manovra azzardata, ma la ricostruzione definitiva venne affidata agli accertamenti degli inquirenti.

Un anno dopo, però, non sono state le carte giudiziarie a parlare. Sono stati i motori, la strada e l’amicizia. I ragazzi si sono ritrovati tutti insieme per ricordare “Manu” nel modo che probabilmente avrebbe amato di più: salendo sui motorini e affrontando un viaggio collettivo, uno dietro l’altro, come una lunga scia di affetto.
Un corteo senza clamore, nato dalla passione che li aveva uniti e che ancora oggi permette loro di sentirlo vicino. In testa e negli occhi, il volto di un amico che non c’è più; attorno, il rumore dei motori, le risate, i silenzi e i ricordi.
Il viaggio si è concluso al cimitero, davanti alla sua tomba, dove il gruppo si è raccolto per un ultimo saluto. «Per qualche ora sembrava quasi di averti ancora lì con noi», hanno scritto gli amici. Poi una frase semplice, capace di racchiudere tutto il dolore di questo primo anniversario: «Ciao Manu, farai sempre parte di noi».




