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30 Marzo, 2025 Cesenatico
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Una quarantina di trattori davanti al mercato ittico di Ponente

Al grido di “un paese senza agricoltori e pescatori non ha futuro”, una quarantina di trattori, provenienti da tutte le province della Romagna, ma anche dall’area pesarese, hanno creato una coreografia inedita questa mattina sull’asta di ponente del Porto Canale di Cesenatico. 

Un centinaio di persone, dalle 9.30 del mattino, si sono date appuntamento nell’area del mercato ittico per partecipare alla “protesta dei trattori”, organizzata dagli “Agricoltori Attivi Romagnoli” in collaborazione con il movimento Coapi.

Una quarantina di trattori davanti al mercato ittico di Ponente

Ma più che la rabbia per le loro istanze, all’evento si è respirata un’atmosfera di festa con gli organizzatori che hanno allestito dei gazebo gastronomici, offrendo gratuitamente per tutti pesce alla griglia e vongole. 

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I giorni di presidio erano partiti all’inizio della scorsa settimana da Pievesestina, coinvolgendo tutto il comprensorio cesenate: “La posta in gioco è salvare le aziende e il Paese”, avevano spiegato gli agricoltori, sottolineando i punti salienti della loro protesta: “E’ necessario sviluppare una campagna di informazione rivolta all’opinione pubblica per spiegare l’inganno che rischia di affossare il settore dell’agroalimentare italiano”. 

Una quarantina di trattori davanti al mercato ittico di Ponente

I manifestanti chiedono “un Piano di Azione Straordinaria per salvare le piccole e medie imprese dell’agricoltura, dell’allevamento e della pesca adottando una Dichiarazione di Stato di crisi e assumendo un pacchetto di misure anche in deroga alle Regole Comunitarie ed ordinarie”. 

Inoltre chiedono di aprire con le istituzioni “un confronto sulle riforme di sistema necessarie ad assicurare la sovranità alimentare”.

Una quarantina di trattori davanti al mercato ittico di Ponente

Per il movimento “sono le aziende produttive quelle che pagano il prezzo della crisi. In 20 anni hanno chiuso oltre il 50% delle aziende della pesca e agricole (-500.000 solo negli ultimi dieci anni in Italia). Del totale di 1,3 milioni chiuse, il 75% è in montagna o collina con l’abbandono delle aree coltivate pari a circa 850.000 ettari in zone particolarmente vulnerabili dal punto di vista ambientale, idrogeologico e sociale”.

All’evento di questa mattina, come previsto, ha partecipato anche il sindaco di Cesenatico che si è fermato pochi minuti per un breve saluto: “Agricoltura e pesca apparentemente possono sembrare mondi lontani – ha detto il primo cittadino – ma sono strettamente collegati e vivono problemi analoghi. Il calo della redditività delle imprese è ormai sempre più forte a fronte però della crescita esponenziale del costo del cibo che va sulle tavole delle famiglie. C’è qualcosa che non funziona nella filiera e come amministratori locali non possiamo fare finta di nulla pur avendo poca voce in capitolo. La pesca e l’agricoltura sono attività che hanno caratterizzato i nostri territori e rappresentano ancora oggi elementi che danno valore alle nostre specificità territoriali”.

Una quarantina di trattori davanti al mercato ittico di Ponente
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