Con francescana pazienza, Don Mirco Bianchi porge l’altra guancia. E così – anziché lanciare anatemi contro “quei bravi ragazzi” (così li definisce) che, nei giorni scorsi, hanno devastato il giardino di fianco alla sua parrocchia di Villamarina (leggi qui) – lancia un messaggio di perdono e di ascolto: “Cosa vi dà fastidio? – domanda il sacerdote in un video-selfie pubblicato sulla sua pagina social – vi infastidisce un luogo di giochi per bambini? Oppure la mia presenza? O magari la chiesa? Sicuramente avete bisogno di essere abbracciati, la vostra rabbia dimostra che qualcuno vi ha tradito o non vi ha abbracciato abbastanza. Vi aspetto, ma non tornate come delinquenti, ma come amici, costruttori di un mondo nuovo. Ciao”.
Non é la prima volta che Don Mirco Bianchi viene preso di mira da qualcuno. A provocare quella devastazione potrebbe essere stata una gang di giovani teppisti oppure potrebbe trattarsi dell’ennesimo avvertimento all’indirizzo di un sacerdote che non é mai stato tenero con le comunità Lgbt. Qualunque sia la matrice di quel brutto gesto, la risposta di Don Mirco – oggi come ieri – é una mano tesa verso il prossimo.