È arrivata direttamente dalla pagina Facebook del Sole Kebab & Kitchen la replica all’articolo pubblicato ieri mattina da La Voce di Cesenatico sulla messa in vendita dell’attività di Viale Ferrara 3. Un intervento che la stessa attività presenta come una precisazione rispetto alla ricostruzione proposta, portando così al centro della vicenda anche il punto di vista della proprietà.
Il commento è comparso ieri mattina, sotto il post con cui La Voce ha rilanciato l’articolo. “Sono il titolare del Sole Kebab & Kitchen e desidero precisare che questo articolo, attraverso la successione degli eventi descritta, rischia di creare un collegamento fuorviante tra l’ordinanza comunale e la decisione di mettere in vendita l’attività, collegamento che non è stato dichiarato né dimostrato”, scrive la pagina del locale.
Un passaggio che merita di essere contestualizzato. Nell’articolo pubblicato ieri, infatti, il rapporto diretto tra il provvedimento comunale e la decisione di vendere non veniva presentato come un fatto accertato. La ricostruzione si limitava a mettere in fila temporalmente gli eventi: le proteste per i rumori notturni e le situazioni di degrado segnalate in Viale Ferrara, l’ordinanza del Comune al 7 agosto e, successivamente, l’annuncio di vendita dell’attività per 60mila euro. L’articolo, inoltre, precisava esplicitamente che la proprietà non aveva dichiarato alcun rapporto causale tra i due fatti.
Nel commento, però, il titolare interviene anche sul tema dei comportamenti avvenuti all’esterno del locale. “Ritengo inoltre scorretto associare automaticamente al nostro locale comportamenti incivili avvenuti sulla strada e riconducibili a singole persone, senza prove certe che ne dimostrino la responsabilità”, si legge nella replica. La proprietà rivendica quindi il proprio operato: “Abbiamo sempre svolto la nostra attività nel rispetto delle regole, lavorando onestamente e offrendo un servizio alla comunità”.
La precisazione si inserisce così in una vicenda già ricca, che negli ultimi mesi ha visto Viale Ferrara al centro di diverse segnalazioni. A giugno, residenti e operatori avevano raccontato episodi di schiamazzi e disturbo della quiete nelle ore notturne. Ad agosto, invece, erano arrivate nuove segnalazioni relative a comportamenti incivili sulla strada, accompagnate da richieste di intervento alle istituzioni.
Il 7 agosto il Comune aveva quindi adottato un’ordinanza che impone, nel quadrante interessato, la cessazione della vendita al pubblico – compreso l’asporto – e la chiusura delle attività alimentari tra mezzanotte e le 6 del mattino. Il provvedimento è dunque un dato oggettivo della vicenda; diverso è stabilire se abbia avuto un ruolo nella successiva decisione della proprietà di mettere in vendita l’attività. Su questo, al momento, non risultano dichiarazioni della proprietà che stabiliscano un rapporto diretto.
Ed è proprio su questo punto che si sofferma la parte finale della replica: “La decisione relativa alla vendita di un’attività può dipendere da molteplici ragioni personali e imprenditoriali. Prima di suggerire conclusioni che possono danneggiare la reputazione di un esercizio e del suo titolare, sarebbe stato corretto ascoltare anche la nostra versione dei fatti”. Da qui la richiesta che l’informazione venga presentata, secondo la proprietà, in modo “completo, equilibrato e rispettoso della verità”.
La replica del Sole Kebab & Kitchen aggiunge dunque un nuovo elemento al racconto: dopo le proteste, il provvedimento comunale e l’annuncio di vendita, arriva ora anche la posizione diretta dell’attività, che prende le distanze da qualsiasi automatismo tra questi avvenimenti e richiede che la propria versione dei fatti venga inserita nella ricostruzione della vicenda.