Una statistica ufficiale non esiste perchè, va detto, solo una piccola parte sporge regolare denuncia. Ma, stando ai semplici riscontri dei social (dove la gente puntualmente chiede aiuto o sfoga la sua frustrazione), il calcolo appare più che mai realistico e, forse, persino arrotondato in difetto: da maggio a settembre a Cesenatico viene rubata almeno una bicicletta al giorno.
In inverno, per ragioni scontate, il fenomeno è più contenuto e circoscritto all’area della stazione ferroviaria. Ma sono bastati un paio di fine settimana quasi estivi per riallinearci alle statistiche di sempre: solo nell’ultimo fine settimana sono state rubate una bici elettrica appena acquistata nel recinto del bagno Venezia e un’altra da corsa con le ruote gialle al bagno Fernanda.












L’area prediletta dai ladri di biciclette, nel periodo estivo, è tradizionalmente quella compresa tra i giardini al mare (che ospitano diverse rastrelliere) e gli stabilimenti balneari dove, soprattutto nei fine settimana più affollati, il controllo è inevitabilmente più complicato.
In ogni caso il fenomeno è fuori controllo e riguarda un po’ tutti i cittadini che, in questi mesi, hanno denunciato la sparizione delle biciclette rubate davanti ai locali e persino nel loro giardino di casa.
Diversa anche la tipologia di ladro: c’è il disperato che “prende in prestito” la bicicletta per raggiungere qualche luogo e poi lasciarla abbandonata sul ciglio della strada e chi, invece, ruba la bicicletta di valore per rivenderla o per suo personale diletto. In ogni caso, al di là del movente, resta la vergogna di un fenomeno che ha un impatto sociale importante e soluzioni purtroppo complicate.












