Il 3 settembre 1944, nel cuore di Cesena, otto partigiani furono fucilati dai militi della Brigata Nera “Arturo Capanni” nello sferisterio della Rocca Malatestiana. Tra loro c’erano due giovani di Cesenatico, Gino ed Urbano Sintoni, fratelli uniti nella scelta di combattere il nazifascismo e insieme caduti sotto il piombo della repressione.
Domani ricorre l’anniversario di quell’eccidio, che segna 81 anni da una delle pagine più tragiche della storia romagnola.
Gino e Urbano, come tanti altri ragazzi della costa, avevano abbracciato la Resistenza spinti dal desiderio di libertà e dal rifiuto della dittatura. La loro cattura e la successiva condanna a morte furono il frutto di un clima di delazioni e di violenta repressione, che in quei mesi colpì duramente i partigiani della zona.
La fucilazione dei fratelli Sintoni è rimasta impressa nella memoria collettiva non solo per la giovane età delle vittime, ma anche perché racconta il coraggio di una generazione che, pur consapevole del rischio, scelse di opporsi al regime. Oggi Cesenatico e Cesena si stringono nel ricordo di quei due ragazzi, simbolo di un sacrificio che contribuì a costruire la libertà di cui godiamo.