26 Settembre, 2026 Cesenatico

Il 28 agosto di 225 anni fa gli inglesi misero a ferro e fuoco il porto di Cesenatico

Ancora oggi – tramandando scampoli di storie che sembrano ormai perdersi nel tempo – c’è chi racconta che, quella notte, le fiamme furono visibili fino a Ravenna. Era il 28 agosto del 1800 quando Cesenatico divenne teatro di una delle incursioni più clamorose della Royal Navy in Adriatico. 

Non si trattò di una battaglia campale, ma di un’azione rapida e spietata che cambiò per sempre la memoria storica della città.

Due navi britanniche, il brigantino Corso e il cutter Pigmy, al comando del giovane tenente James Lucas Yeo, entrarono nel porto con un obiettivo preciso: “Distruggere le imbarcazioni e dare un esempio significativo alla città” dopo che Cesenatico aveva intessuto relazioni amicali con gli odiati nemici francesi. 

In poche ore due barche furono affondate e undici incendiate; una trasportava rame, denaro e merci. Le fiamme divorarono anche i moli, lasciando dietro di sé macerie e panico.

Alcuni reparti francesi di presidio tentarono un contrattacco, respinti dall’abilità inglese. Quando però furono avvistati cavalieri in avvicinamento, Yeo ordinò la ritirata. L’incursione fu dunque letta non solo come atto di guerra, ma come punizione esemplare e monito per tutti i porti dell’Adriatico.

Gli anni successivi confermarono la fragilità della costa: tra il 1800 e il 1809 altri attacchi si abbatterono sulla costa di Cesenatico fino alla distruzione definitiva della Torre Pretoria, la guglia d’avvistamento del 1597.

Oggi, a 225 anni di distanza, resta difficile separare storia e leggenda. C’è chi dice che i pescatori rimasero senza reti per mesi, chi giura che l’odore del fumo rimase nell’aria per settimane. 

Di certo, il 28 agosto 1800 Cesenatico pagò in prima persona il prezzo di una guerra globale, diventando il simbolo locale di uno scontro che correva sulle onde tra Francia e Inghilterra.

A restituire un po’ di credibilità filologica a questa pagina di storia ci pensa, come sempre, Davide Gnola nella seconda edizione della sua “CESENATICO NELLA STORIA – dalle origini al XX secolo” (Edizioni Il Ponte Vecchio). 

Dopo un rigoroso lavoro di ricostruzione delle fonti, così Gnola – in un capitolo del suo libro – racconta quel momento storico.

“I Francesi avevano garantito l’autonomia a Cesenatico, ma la loro presenza aveva portato un nuovo nemico sul lato più esposto, il mare. Tra 1800 e 1814 l’Adriatico viene infatti frequentato dalla poderosa flotta inglese che vuole garantirsi la supremazia navale in quelle acque e a volte attacca anche porti e località costiere. Un primo assalto a Cesenatico avviene il 28 agosto 1800: per vendicare l’arresto di un loro ufficiale, gli inglesi iniziano a bombardare, poi vengono a terra con alcune lance; qui incendiano quattro barche e la palizzata del canale, saccheggiando le case fino all’arrivo dei soccorsi da Cesena, con i quali ingaggiano uno scontro che lascia a terra diversi morti”. 

“I danni più gravi vengono però dall’attacco del 2 maggio 1809. Due navi da guerra, le fregate Spartan e Mercury, si avvicinano a Cesenatico, dove hanno avuto probabilmente notizia che vi sono rifornimenti di granaglie destinate all’esercito francese. Una lancia si stacca con una bandiera bianca per parlamentare, ma dalla Torre Pretoria (le cui vestigia sono state trovate in Piazza Ciceruacchio) giungono delle cannonate: allora gli Inglesi stessi a cannonare incominciano contro quel Porto con farvi molto danno; […] e sbarcati molti di quei soldati spogliarono varie case, saccheggiarono la Torre pretoriana e la Dogana portando via anche tutto quel granturco e quanto vi trovarono e, non contenti di questo, con tante cannonate atterrarono la suddetta Torre e minarono anche varie case”. 

“Dell’attacco abbiamo anche la relazione da parte inglese, che conferma quanto già riferito e aggiunge che in porto furono trovate e distrutte venti navi cariche di granaglie o in zavorra. Un ultimo assalto inglese a Cesenatico, nel 1813, verrà respinto dagli uomini asserragliati nel nuovo fortino costruito nel 1811 un poco più verso mare, dove la “via del Fortino” ne perpetua la memoria; fu anch’esso demolito dopo il 1866 per trarne materiale da costruzione”. 

“Oramai l’esperienza rivoluzionaria sta per concludersi. La mattina del 20 aprile 1814 la popolazione di Cesenatico viene benedetta da un altro papa cesenate, Pio VII – al secolo Gregorio Barbaba Chiaramonti – che dalla Francia dov’era stato imprigionato da Napoleone sta tornando a Roma con un viaggio trionfale che tocca le principali città dello Stato Pontificio. Il 18 giugno 1815 la sconfitta di Napoleone a Waterloo prepara l’Europa alla Restaurazione”. 

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