Ci sono serate che vanno ben oltre una semplice festa di paese. Serate in cui la musica, i balli e una piadina condivisa, fino al vociare continuo dei bambini in sottofondo, assumono una dimensione completamente a sé stante. Diventano così un modo concreto per mostrare che l’amore non finisce, che una persona continua a vivere davvero ogni volta che qualcuno la ricorda con il sorriso che portava in vita.
È questo lo spirito che ha accompagnato la seconda edizione di “Un sorriso per Zuena”, l’evento solidale andato in scena nel piazzale della Parrocchia di San Luigi Gonzaga di Cannucceto, dove centinaia di persone si sono ritrovate per ricordare Zuena Perretta, la giovane mamma di Cesenatico scomparsa il primo marzo dello scorso anno – a soli 34 anni – dopo aver combattuto fino all’ultimo contro un male incurabile.


L’occasione racconta innanzitutto una comunità viva: i tavoli pieni di famiglie, lo stand gastronomico preso d’assalto, il profumo delle piadine appena cotte, i bambini che giocano, le persone che ballano davanti al palco mentre il sole cala lentamente dietro i tetti del paese. Un’atmosfera semplice, autentica, proprio come avrebbe auspicato Zuena.
Perché, come ripetono tutti gli organizzatori, “questa non è una festa per dimenticare”. È stata l’occasione per celebrarla proprio nel modo in cui lei avrebbe voluto essere ricordata.
“Era una persona solare, gioiosa, sempre al centro della comunità. Cercava continuamente di dare agli altri e da tutti ha ricevuto tantissimo affetto”, racconta con emozione Francesca, cognata di Zuena. “Non volevamo che il suo sorriso si spegnesse, perciò abbiamo deciso di farlo rifiorire nei volti degli altri. Volevamo che dal dolore potesse nascere qualcosa di bello”.
Ed è proprio questo il messaggio che attraversa l’intera serata: nessuna lacrima ostentata, ma una forza straordinaria che trasforma una perdita immensa in genuina solidarietà.


Quest’anno il ricavato dell’iniziativa sarà interamente devoluto all’associazione “Ti racconto un segreto”, realtà che sostiene le donne in difficoltà, mentre nella prima edizione i fondi erano stati destinati allo IOR – l’Istituto Oncologico Romagnolo – che aveva accompagnato Zuena durante la malattia.
Ma dietro questa decisione si nasconde un episodio che gli amici raccontano con emozione e che, per loro, ha avuto un significato speciale: Francesca ha sognato Zuena. Un sogno semplice, ma tanto vivido da lasciare il segno. Al risveglio, infatti, era convinta che Zuena avrebbe desiderato vedere quel denaro destinato a un’associazione capace di aiutare concretamente altre donne in difficoltà, proprio come lei aveva sempre cercato di fare con chiunque incontrasse nella vita.
L’idea poi, spiegano gli organizzatori, è nata semplicemente dall’amore: “Da tutto l’amore che provavamo per lei e che lei ha restituito a noi. Non volevamo che scomparisse”. Parole semplici, ma potentissime.
Anche quando il cielo, nel tardo pomeriggio, sembrava minacciare pioggia, nessuno si è lasciato scoraggiare. Forse qualche presenza in meno rispetto all’anno scorso, ma il piazzale si è comunque riempito di amici, parenti, vicini di casa, compagni di scuola della piccola Atena e tante persone che, in un modo o nell’altro, avevano incrociato il cammino di Zuena.
“Non è una festa patronale, non è un evento pubblicizzato ovunque”, racconta un’altra Francesca, tra le anime dell’organizzazione. “Ma anche se fossimo stati quattro gatti sarebbe stato ugualmente fantastico. L’importante era ritrovarsi – puntualizza – per trasformare un evento triste in qualcosa di diverso. Lei non avrebbe mai accettato la tristezza”.


Perché Zuena era così. Una donna capace di regalare forza perfino quando avrebbe avuto tutte le ragioni per perderla, quando non ne aveva nemmeno per sé. Lo racconta con la voce rotta Michela, una delle amiche più care: “Aveva sempre un sorriso stampato in viso, anche quando sapeva che probabilmente non ce l’avrebbe fatta”. E ricorda: “Nel suo periodo peggiore, era comunque lei ad effondere coraggio a noi. Non la sentivi mai lamentarsi, anzi, ci diceva di non fare facce tristi”.
E proprio da quel sorriso è nato il nome dell’iniziativa: “Un sorriso per Zuena.” Perché, spiegano gli amici, “era impossibile incontrarla senza notare quella luce sul volto”. “Ha avuto una vita difficile – ricorda ancora Michela – ma il sorriso non le è mai mancato. Per questo non potevamo permettere che quel ricordo andasse perduto.”
Durante la serata non sono mancati i momenti di festa: la musica dal vivo del gruppo Keduo, il coinvolgimento di Dj Golden, i balli di gruppo che hanno riempito il piazzale e gli stand gastronomici che hanno accolto i presenti in un clima di assoluta convivialità. A rendere ancora più emozionante l’atmosfera è stata la presenza di Lucia, compagna di Zuena, che ha accompagnato il concerto suonando la chitarra. Un gesto delicato, intenso, che ha unito musica e ricordo in uno dei momenti più sentiti dell’intera serata.
Dietro l’organizzazione, c’è stato anche il lavoro instancabile di una grande famiglia. In prima linea Gemal, fratello di Zuena, insieme alla moglie Francesca e ai figli Lucynda e Rubens, affiancati da un gruppo di amici che da mesi preparavano l’evento in ogni minimo dettaglio.
Determinante anche il sostegno di tante realtà del territorio. Aziende come Babbi, Gallo Pizza e Centrale del Latte hanno contribuito con i loro prodotti alla realizzazione dei premi della lotteria solidale, dimostrando ancora una volta quanto il tessuto imprenditoriale locale sappia fare rete quando c’è da sostenere una buona causa.

E forse è proprio questa l’immagine più significativa lasciata dalla serata: un paese intero, coeso, che sceglie di non lasciare che il dolore abbia l’ultima parola. Un paese che continua a stringersi attorno a una bambina, alla sua famiglia, nel ricordo di una donna che con il suo modo di essere ha impresso un segno profondo in chiunque l’abbia conosciuta.
Perché ci sono persone che se ne vanno troppo presto, ma ci sono anche sorrisi che il tempo non riesce a cancellare. E, a Cannucceto, quello di Zuena continua ancora oggi ad illuminare il volto di un’intera comunità.










