La casa al centro del confronto, tra emergenza abitativa, immobili sfitti, tutela della proprietà e difficoltà di accesso al mercato degli affitti. È stato questo il filo conduttore della conferenza “Piano Casa e Ddl Sgomberi: le recentissime novità”, organizzata dal Rotary Club Cesenatico Mare al Palazzo del Turismo “Primo Grassi”. Una serata costruita per mettere intorno allo stesso tavolo il punto di vista legislativo e quello di chi, ogni giorno, lavora sul mercato immobiliare.
Ad aprire i lavori è stato il presidente del Rotary Club Cesenatico Mare, Bruno Gobbi, che ha ricordato come l’obiettivo dell’incontro fosse soprattutto quello di fare informazione su un tema che riguarda proprietari, inquilini, famiglie, giovani e operatori. A moderare la serata l’avvocata Maria Gabriella Di Pentima e il giornalista Giacomo Mascellani.


Il primo intervento è stato quello dell’onorevole Alice Buonguerrieri, deputata di Fratelli d’Italia e prima firmataria della proposta di legge dalla quale, secondo quanto spiegato durante la serata, ha preso spunto buona parte del successivo disegno di legge governativo sul rilascio degli immobili. Il Piano Casa, invece, è già legge: il decreto-legge 66 del 7 maggio 2026 è stato convertito a luglio. L’obiettivo dichiarato dal Governo è rendere disponibili circa 100mila alloggi nell’arco di dieci anni, con oltre 10 miliardi di euro di risorse e il recupero di circa 60mila alloggi popolari oggi non utilizzabili.
Buonguerrieri ha spiegato i due provvedimenti come strumenti destinati, secondo la sua impostazione, a muoversi parallelamente: da una parte aumentare l’offerta abitativa, dall’altra rendere più rapide le procedure per tornare in possesso degli immobili. “Tutelando la proprietà privata”, ha sostenuto, “si offre maggiore tranquillità al proprietario”, favorendo così il ritorno sul mercato degli immobili oggi non locati.
Ampio spazio è stato dedicato al Piano Casa. Tra i punti illustrati, il recupero del patrimonio pubblico, l’edilizia sociale e il coinvolgimento degli investitori privati nella realizzazione di abitazioni a prezzi calmierati. Per Buonguerrieri, uno degli obiettivi è intervenire anche sulla cosiddetta “fascia grigia”: persone che non hanno i requisiti per accedere all’edilizia popolare, ma che allo stesso tempo incontrano difficoltà nel sostenere i prezzi del mercato.
Il passaggio più atteso ha riguardato però il Ddl sul rilascio degli immobili, attualmente all’esame parlamentare. Il disegno di legge governativo è stato assegnato alla Commissione Giustizia del Senato e nelle scorse settimane si sono svolte le audizioni; il termine per gli emendamenti è stato fissato al 2 ottobre.
Buonguerrieri ha illustrato le principali modifiche previste: procedure più rapide per gli immobili occupati senza titolo, interventi sui casi di finita locazione e morosità, riduzione dei tempi della fase esecutiva e nuove disposizioni sui beni lasciati nell’abitazione dopo il rilascio. “Non togliamo tutele, ma aumentiamo le tutele nei confronti del proprietario”, ha detto, sottolineando al tempo stesso la volontà dichiarata di mantenere le garanzie per gli inquilini in condizioni di fragilità.
A portare la voce dei proprietari è stato Stefano Senzani, presidente provinciale di Confedilizia Forlì-Cesena. Il suo intervento è partito dai numeri: secondo i dati citati durante la serata, 26,1 milioni di contribuenti possiedono almeno una quota di un immobile, mentre sono circa 3,7 milioni le abitazioni concesse in locazione. Senzani ha poi richiamato il tema degli immobili inutilizzati e delle graduatorie per l’edilizia popolare, sostenendo la necessità di rimettere in circolo il patrimonio esistente.
Per Confedilizia, il nodo degli sfratti rappresenta una delle condizioni che incidono sulla disponibilità dei proprietari a mettere gli immobili sul mercato. Senzani ha quindi illustrato le modifiche previste per accelerare il rilascio, soffermandosi anche sul ruolo degli ufficiali giudiziari e sulle difficoltà operative della fase esecutiva.


Infine, il punto di vista del mercato è arrivato da Giorgio Zenobi, vicepresidente provinciale Fiaip. Anche per gli agenti immobiliari, ha spiegato, la questione si gioca su un doppio fronte: aumentare l’offerta e garantire maggiori tutele. “Se si può stare dentro un appartamento senza pagare l’affitto, poi non c’è più nessuno che affitta gli appartamenti”, ha osservato.
Zenobi ha però allargato il discorso anche agli affitti turistici, particolarmente rilevanti in una città come Cesenatico. Ha ricordato l’introduzione del Cin per le locazioni turistiche e ha contestato l’idea che gli affitti brevi possano essere considerati, da soli, la causa della difficoltà nel reperire abitazioni residenziali. Secondo i dati citati durante la conferenza, gli immobili destinati alle locazioni turistiche rappresenterebbero circa l’1,8% del patrimonio immobiliare italiano.
Una serata, dunque, che ha messo sul tavolo esigenze diverse ma strettamente collegate: chi cerca una casa, chi deve affittarla, chi la possiede e chi opera professionalmente nel settore. Con una certezza emersa dal confronto: il tema abitativo, soprattutto in una città turistica come Cesenatico, non può essere letto attraverso una sola prospettiva.