2 Ottobre, 2026 Cesenatico

Il territorio diventa cinema, Ettore Comi: “Cesenatico è il mio Respiro nel Buio”

È un autentico filo conduttore a scandire tutta la vita di Ettore Comi: raccontare i luoghi attraverso le persone, e le persone attraverso i luoghi. Nato nel 1960 a Chiesa in Valmalenco, nel cuore della Valtellina, ha costruito un percorso artistico tutt’altro che lineare, muovendosi tra teatro, cinema, scrittura e fotografia. Una ricerca che, come racconta anche la sua biografia, trova nel paesaggio uno degli elementi centrali della narrazione.

“Se devo proprio definirmi, sono più autore e regista”, racconta. Ma la sua storia nasconde molto altro. Dopo la formazione teatrale a Milano, arrivano il cinema e la regia, le sceneggiature, poi collaborazioni con produzioni audiovisive e, dal 1998, anche una lunga attività fotografica. Ha realizzato mostre a Milano, Roma, Saint Moritz e Lugano, mentre il suo lavoro di ritrattista incontrava perfino volti noti del mondo dello spettacolo e la musica. Nel catalogo della mostra “I ritratti” compaiono infatti, tra gli altri, Alessandro Haber, Cristiano De André e Elio, oltre a Paolo Rossi e Micaela. 

Ma la vita ha imposto le sue deviazioni. La morte improvvisa della madre nel 2009, la malattia del padre, poi la separazione ed anni difficili lo hanno portato a spostarsi continuamente tra Roma, Milano e la Valtellina. “Amo Roma in maniera viscerale, ma non era più quella di una volta. E forse ero cambiato anch’io”. Fino alla scelta di trasferirsi a Tredozio, nell’Appennino romagnolo a sud di Faenza.

Ed è proprio qui che arriva la parte che riguarda da vicino Cesenatico, attraversandola. “Ogni volta che venivo in Romagna, mi sentivo sinceramente rinascere”, confessa Comi. Una sensazione diventata sempre più forte, fino a trasformarsi in una vera fonte di ispirazione. “Di solito sverno a Cesenatico, perché amo il Porto Canale d’inverno”. Ma soprattutto perché proprio passeggiando lungo quelle banchine, osservando la pineta, il mare e i trabocchi, sarebbe nata l’idea della sua nuova produzione.

Il primo passo sarà “Respiro nel Buio”, cortometraggio di circa 15 minuti e puntata pilota del progetto seriale “I Figli della Grazia”. Nei materiali di produzione Cesenatico figura già come parte integrante nell’immaginario del film: Porto Canale, pineta, spiaggia e altri luoghi della città diventano scenari di un thriller psicologico sospeso tra mistero, realtà e soprannaturale.

La storia ruota attorno all’ispettore Jacopo e a un antico rito, il “répit”, legato alla possibilità di restituire per un istante il respiro ai bambini nati morti. Un mistero che si sviluppa tra simbologie, decessi inspiegabili e la figura enigmatica di Nemesi.

L’obiettivo di Comi è arrivare alle riprese tra febbraio e marzo 2027, finanziando direttamente il cortometraggio e portando a Cesenatico una troupe di circa otto persone. E nel progetto spicca pure un volto particolarmente legato alla città: Jaele Fo, attrice e nipote di Dario Fo, indicata da Comi come protagonista della produzione. Fo ha un rapporto artistico e personale con l’eredità del nonno, che proprio a Cesenatico trascorse per decenni lunghi periodi e dove nel 2026 la città gli ha persino dedicato le “Tende al Mare”. 

Ma non finisce qui. Accanto al seriale, Comi sta sviluppando “La Donna delle Saline”, lungometraggio tratto dal suo omonimo romanzo, attraverso la produzione dello stesso Ettore Comi affiancato da Raffaello Saragò, noto produttore cinematografico con oltre quarant’anni di carriera e più di 130 pellicole alle spalle. Il film è pensato a Cervia e per tutto il territorio romagnolo, con Porto Canale, saline, pineta e Torre San Michele al centro della storia.

E così la Romagna, per Comi, non rappresenta un semplice sfondo: diventa una parte essenziale della storia. “Il momento della creatività arriva quando meno te l’aspetti”, dice. E il suo, a quanto pare, è arrivato proprio qui, davanti a quel Porto Canale che continua ad ammirare anche d’inverno. “Il progetto è nato a Cesenatico”. Ora resta da trasformare quell’ispirazione in immagini, attori, luci e cinema. E il primo ciak, se tutto andrà secondo i piani, potrebbe arrivare giusto nella prossima primavera.

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