2 Ottobre, 2026 Cesenatico

Teatro Comunale, OffArt: “80 giornate? Un dato su cui interrogarsi”

La bocciatura della mozione Salsi non ammutolisce il dibattito sul futuro del Teatro Comunale. Anzi, poche ore dopo il voto del Consiglio comunale, il confronto torna ad accendere i social con l’intervento di Officina delle Arti, una delle realtà che negli ultimi mesi ha maggiormente sollecitato una revisione delle modalità di utilizzo della struttura.

Il punto di partenza del ragionamento affidato dall’associazione ai propri canali è proprio il dato riportato in Consiglio dalla maggioranza per difendere l’attuale sistema: 80 giornate di utilizzo del Teatro Comunale tra ottobre e giugno, distribuite tra stagione comunale, associazioni, scuole e privati. Nel dettaglio, si tratta di 29 giornate per la stagione teatrale, 33 per le associazioni, 14 per le scuole e 4 per utilizzi privati. 

“80 giornate in 9 mesi”, osserva Officina delle Arti. “Meno di 9 giorni al mese”. Ed è proprio la diversa lettura di quel numero a rappresentare il nuovo terreno dello scontro. Secondo l’Amministrazione, il dato dimostrerebbe che il teatro viene utilizzato e che il limite alle giornate per singolo richiedente consenta di garantire l’accesso ad un numero più ampio di soggetti. È la stessa motivazione espressa in Consiglio dall’Assessora Emanuela Pedulli, secondo cui il limite delle tre giornate è stato introdotto “per garantire l’accesso al maggior numero possibile di soggetti”. 

Officina delle Arti, però, propone una domanda diversa: se quelle 80 giornate siano davvero un indicatore sufficiente per considerare ottimale l’utilizzo di un teatro pubblico. “Il dato viene esibito come dimostrazione di efficienza. A noi sembra invece un numero sul quale una comunità dovrebbe almeno avere la curiosità di interrogarsi”, scrive l’associazione.

Il ragionamento si inserisce nella battaglia iniziata mesi fa proprio da Officina delle Arti, quando il direttore artistico Marco Baldazzi aveva chiesto pubblicamente di aprire un confronto sulle regole del Teatro Comunale. L’associazione aveva evidenziato come il limite di tre giornate annue per ciascuna realtà, comprendendo anche prove e spettacoli, renda particolarmente complessa la realizzazione di produzioni articolate. 

Una posizione successivamente condivisa da altre realtà del territorio. Dance Dream, ad esempio, ha spiegato di essere costretta dal regolamento a scegliere tra le proprie due sezioni, danza e musical, poiché per portare avanti entrambe le produzioni servirebbero sei giornate. La scuola ha inoltre definito il regolamento “ormai datato e con troppi paletti”. 

Ora Officina delle Arti torna così a mettere in discussione non soltanto il numero delle giornate concesse a ciascuna associazione, ma il modo stesso in cui viene valutata l’efficienza del teatro. “E tutto questo, ci viene detto, servirebbe a ‘garantire l’accesso al maggior numero possibile di soggetti’ e a salvaguardare la qualità della programmazione”, scrive l’associazione. “È la posizione espressa dall’amministrazione; resta legittimo chiedersi se meno di nove giornate di apertura al mese rappresentino davvero il massimo utilizzo possibile di un teatro pubblico”.

Una domanda che Officina delle Arti collega anche ai costi sostenuti dalla collettività per mantenere e gestire la struttura, lasciando aperto il confronto sul rapporto tra spazi disponibili, programmazione ed accessibilità reale al Teatro Comunale.

Il messaggio finale è soprattutto un invito a non considerare immutabile l’attuale organizzazione: “L’immobilismo prospera soprattutto quando ci abituiamo a considerare inevitabile ciò che semplicemente non abbiamo più l’abitudine e la voglia di mettere in discussione”. La mozione è stata respinta, dunque il regolamento non cambia. Ma il confronto sul Teatro Comunale, almeno per Officina delle Arti, è tutt’altro che concluso.

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