“Non siamo contro Confesercenti e non siamo contro la proposta di legge. Al contrario, la condividiamo. Quello che contestiamo è che si possa parlare di desertificazione commerciale rivolgendosi esclusivamente a Roma, senza interrogarsi su ciò che può e deve fare anche il Comune”.
È questo il punto che Emilio Zarrelli, capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio comunale, vuole chiarire dopo il dibattito di martedì scorso, 29 settembre, sull’ordine del giorno presentato dalla maggioranza a sostegno della proposta di legge di iniziativa popolare promossa da Confesercenti per il commercio e i servizi di prossimità. Il documento è stato infine approvato con nove voti favorevoli e cinque contrari, ma già durante la discussione il centrodestra ha precisato di condividere la battaglia dell’associazione di categoria.
La precisazione arriva dopo l’intervento della Vicesindaca Lorena Fantozzi, che ha rivendicato le iniziative già messe in campo dall’amministrazione: dai bandi per giovani imprese ed edicole, che secondo la Giunta hanno portato in oltre sei anni a quasi 200mila euro di contributi, fino al percorso per gli Hub urbani e tramite i nuovi regolamenti annunciati per favorire determinate attività commerciali.
“Il mio intervento non era contro Confesercenti”, ribadisce Zarrelli. “La lettera è una buona proposta e, come ho detto in Consiglio, la sottoscriverò. La questione che ho posto è un’altra: perché non coinvolgere anche i Comuni?”.
Per il consigliere, inoltre, il problema non nasce oggi. “Non possiamo comportarci come se la desertificazione commerciale fosse piovuta dal cielo negli ultimi quattro anni. È un fenomeno che viene da lontano e proprio per questo dobbiamo chiederci che cosa sia stato fatto negli anni per contrastarlo e che cosa si possa fare da oggi in avanti”.
Da qui l’elenco delle leve che, secondo Zarrelli, dovrebbero entrare nel confronto: “Parcheggi gratuiti o a condizioni più favorevoli, interventi sulla fiscalità locale, dalla Tari e fino all’Imu, semplificazione degli iter amministrativi, incentivi e una programmazione commerciale capace di sostenere davvero chi decida di investire a Cesenatico”.
Una posizione che, precisa, non significa negare il ruolo dello Stato. “La proposta di Confesercenti va bene, poiché può dare una spinta ulteriore al Governo. Ma non possiamo pensare che Roma debba risolvere tutto: anche il Comune dispone di strumenti e ha responsabilità nel merito”.
Zarrelli richiama quindi alcune misure fiscali nazionali già in vigore od oggetto del dibattito politico, citando il regime forfetario e le agevolazioni per chi avvia una nuova attività. Il regime forfetario continua infatti a essere previsto per determinate persone fisiche che svolgono attività d’impresa, arti o professioni. “Il Governo sta intervenendo sul fronte delle imprese e può fare ancora di più”, sostiene il capogruppo di FdI. “Ma proprio per questo mi aspetto che anche il livello locale faccia la propria parte”.
E c’è un altro tema che, secondo Zarrelli, non può essere ignorato: quello degli affitti dei locali commerciali. “Non riguarda soltanto le tasse. C’è anche il tema dei proprietari degli immobili: bisogna creare le condizioni perché sia più conveniente affittare un locale a un’attività piuttosto che lasciarlo vuoto aspettando l’occasione migliore”.
La conclusione è dunque un appello a cambiare approccio: “Non è mai troppo tardi per intervenire. Ma bisogna farlo. Se vogliamo una Cesenatico viva per dodici mesi all’anno, dobbiamo mettere le attività nelle condizioni di lavorare attraverso una strategia che coinvolga tutte le parti attive: Governo, Regione, Comune, associazioni di categoria e proprietari degli immobili”.
E proprio sulla replica alla vicesindaca, Zarrelli precisa di non aver voluto muovere un attacco personale: “Se il mio intervento è stato percepito come offensivo, non era quello il senso. La mia era una domanda politica: oltre a chiedere allo Stato di intervenire, cosa possono fare concretamente i Comuni? È una domanda che vale per Cesenatico ma, più in generale, per tutti i territori”.
Il suo voto, alla fine, è stato contrario all’ordine del giorno. Non, spiega Zarrelli, in quanto contrario all’effettiva proposta di Confesercenti, ma perché nel documento non ha ravvisato, a suo giudizio, un impegno altrettanto diretto sulle responsabilità e con gli strumenti dell’Amministrazione comunale.