6 Ottobre, 2026 Cesenatico

L’ultimo atto del Torneo delle Vie: un emozionante amarcord prima della finale

Il conto alla rovescia è finito. Dopo tre settimane di partite, spalti puntualmente gremiti, sfide combattute sul campo e un entusiasmo – fuori – che ha sorpreso perfino gli stessi organizzatori, il Torneo delle Vie 2.0 – 1° Memorial “Paolo Zani” approda al suo atto conclusivo.  

Questa sera il centro sportivo di Via Canale Bonificazione 522, a Sala di Cesenatico, assegnerà gli ultimi verdetti: alle 20.45 Zona Nuova e Via Rigossa-Fenili si contenderanno il terzo posto, mentre a partire dalle 22:00 saranno Via Canale e Campone Alta a giocarsi il titolo della prima storica edizione. 

Un epilogo costruito attraverso due semifinali spettacolari. La prima ha regalato un’autentica battaglia infinita tra Zona Nuova e Via Canale, terminata 5-5 dopo i tempi supplementari e decisa soltanto ai calci di rigore, con Via Canale capace di imporsi per 10-9. Ancora più equilibrata la seconda sfida: Campone Alta e Via Rigossa-Fenili hanno chiuso sull’1-1, prima che i rigori premiassero Campone Alta con il definitivo 5-4.  

A contendersi il titolo saranno dunque Via Canale e Campone Alta, mentre resta apertissima anche la corsa al premio di capocannoniere, ancora guidata da Luca Santolamazza – grazie alle otto reti siglate nelle prime due uscite – davanti a Samuel Muccioli fermo a sei. 

Ma questa sera, ancora una volta, il risultato passerà quasi in secondo piano. Perché il premio destinato al miglior marcatore del torneo da oggi porterà un nome, quello di Andrea “Muroz” Mazzoni. 

Ci sono persone che lasciano un segno per quello che fanno; altre, invece, continuano a vivere nel ricordo degli amici per quello che sono state, per quanto hanno rappresentato: Andrea Mazzoni appartiene alla seconda categoria. 

Per tutti era semplicemente “Muroz”. Uno dei protagonisti di tante edizioni del Torneo delle Vie con la maglia della Gnaffa, vera anima della squadra nata all’interno della Polisportiva Sala nel 2014 e poi capace di conquistare tutto, compagno di squadra, avversario leale, uomo di spogliatoio. Ma innanzitutto un amico. 

Per questo motivo la Polisportiva Sala ha deciso di intitolargli il premio più ambito per un attaccante: quello destinato al capocannoniere del torneo. 

A raccontarlo è Matteo Bagnoli, oggi dirigente della Polisportiva, allenatore del Sala Next Gen e per la rappresentativa di Via Stradone in occasione del Torneo delle Vie, ma soprattutto compagno di Andrea per tantissimi anni. Le sue parole arrivano rotte dall’emozione. Più volte si interrompe, più volte prende fiato. Perché ancora oggi, ammette, parlare di Andrea non è per nulla semplice. 

“Mi emoziona sempre molto ricordarlo”, confessa mister Bagnoli. “Calcisticamente era una spina nel fianco per tutte le difese. Velocissimo, aveva un sinistro importante e la voglia incredibile di vincere. Ma quello era soltanto il giocatore”, puntualizza. Perché Andrea era prima di tutto una persona di cuore: “All’inizio poteva sembrare un po’ burbero, ma bastavano pochi minuti per capire quanto fosse grande come uomo”. 

Bagnoli non ricorda soltanto il numero di gol, le accelerazioni o le vittorie condivise. Ricorda in particolare i pomeriggi trascorsi insieme, le birre dopo gli allenamenti, le risate nello spogliatoio. Fino a quel modo tutto suo di arrivare al campo sbuffando, lamentandosi ogni volta della stanchezza, salvo poi essere il primo a correre quando l’arbitro fischiava l’inizio.

“Era questo lo spirito di Sala – racconta ancora –: l’amore per il gioco, il puro piacere di stare insieme, il senso profondo del gruppo. Andrea incarnava tutto questo”. Ed è proprio quello spirito che, negli anni, ha permesso alla Polisportiva di costruire una nuova generazione di dirigenti.

Bagnoli ricorda poi quando, insieme ad altri veterani, decise di non smettere di giocare per accompagnare un gruppo di ragazzi giovanissimi all’interno della squadra. Alcuni di quei ragazzi, oggi, sono gli stessi che guidano la Polisportiva Sala. “La nostra vittoria più grande non è stata quella sul campo – spiega – ma vedere quei ragazzi diventare gli uomini che ora portano avanti questa società”. 

C’è un ricordo, però, che Bagnoli affida quasi sottovoce. Non riguarda una partita, né fa riferimento ad un gol. Riporta bensì agli ultimi, complicati mesi della vita di Andrea: “Tutti coloro che gli sono stati vicini mi hanno raccontato la stessa identica cosa. Ha affrontato la malattia proprio come approcciava ogni partita: senza arrendersi mai. Sempre con il sorriso, sempre combattendo”. 

Forse è questo il motivo più profondo che ha spinto la Polisportiva a dedicargli il premio del capocannoniere. Perché un torneo può celebrare il talento, ma una comunità deve saper ricordare soprattutto le persone. E questa sera, con ogni probabilità, saranno proprio la moglie e la figlia di Andrea a consegnare il riconoscimento che porterà per sempre il suo nome. Uno dei momenti più intensi, di certo tra i più iconici dell’intera manifestazione. 

La serata conclusiva inizierà già dal pomeriggio, all’interno della Festa dello Sport organizzata dalla Pro Loco di Sala. Dalle 19:00 saranno aperti gli stand gastronomici, mentre il pre-partita sarà inoltre animato dalle consuete interviste e con alcune sorprese che gli organizzatori mantengono ancora riservate. 

Al termine delle finali arriveranno le premiazioni: oltre alle quattro squadre qualificate alle fasi finali, saranno assegnati anche i riconoscimenti individuali per miglior giocatore, miglior portiere, miglior allenatore, premio Fair Play e, naturalmente, il nuovo Premio Andrea “Muroz” Mazzoni, destinato al top scorer del torneo. 

Un torneo che ha già vinto, qualunque sarà il nome inciso sulla prima coppa del Torneo delle Vie 2.0. Una prima certezza, infatti, esiste già. E va ben oltre il calcio: il Memorial “Paolo Zani” ha riportato un paese intero sugli spalti, ha riunito generazioni diverse, fino a trasformare un semplice campo sportivo nel luogo dove si incontrano ricordi e futuro. 

E se le coppe passano di mano, ci sono nomi che non smettono mai di appartenere a una comunità. Da questa sera, tra quei nomi, spiccherà per sempre anche quello di Andrea Mazzoni. Per tutti “Muroz”. 

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