27 Settembre, 2026 Cesenatico

L’ultimo saluto ad Alfiero: il porto si congeda tra lacrime ed applausi

Esiste un silenzio che pesa più di qualsiasi parola. E questa mattina, attorno alla camera mortuaria dell’Ospedale “G. Marconi” di Cesenatico, quel silenzio era ovunque. Negli occhi lucidi delle sorelle, tra gli abbracci degli amici, nelle strette di mano, perfino sui volti di chi forse Alfiero non lo vedeva da anni ma ha comunque sentito il bisogno di esserci.

Un centinaio di persone si è ritrovato per l’ultimo saluto ad Alfiero Moretti. Familiari, amici, conoscenti, pescatori, cittadini comuni. Persone anche molto diverse tra loro, ma accomunate da un unico sentimento: la volontà di accompagnarlo nel suo ultimo viaggio.

Poco dopo le 9:30 è stata celebrata una breve funzione religiosa. Nessuno aveva davvero voglia di parlare dell’inchiesta, delle responsabilità, delle indagini ancora in corso. Per una mattina, almeno, hanno trovato spazio soltanto i ricordi. Quelli di un ragazzo cresciuto sul mare, di un uomo complicato, con i suoi demoni, eppure con il sorriso che tanti ricordano ancora e una vita che, nel bene e nel male, ha impresso un segno nell’intera comunità.

Tra i presenti anche una discreta rappresentanza delle Forze dell’Ordine, predisposta per ragioni di ordine pubblico. Erano presenti il comandante della Polizia Locale Alessio Rizzo, il comandante del Posto di Polizia estivo Paolo Di Masi e – per le istituzioni – il sindaco Matteo Gozzoli. C’era anche Mario Drudi, capogruppo del Partito Democratico in Consiglio Comunale ma presente innanzitutto nelle vesti di direttore della Cooperativa Casa del Pescatore, realtà profondamente legata alla storia della famiglia Moretti.

Poi, il momento che nessuno avrebbe voluto vivere. Quando il feretro ha lasciato la camera mortuaria, infatti, il silenzio è calato per davvero, rotto soltanto dalla voce della sorella Isa. Parole semplici, pronunciate con una forza che soltanto il dolore sa regalare. Ha ringraziato uno ad uno tutti coloro che in questi giorni hanno stretto la famiglia in un abbraccio sincero; ha raccontato che, forse, solo ora si è resa conto di quanto bene la città volesse ad Alfiero.

E infine ha spiegato la scelta di compiere un’ultima tappa prima del viaggio verso il crematorio. “Porteremo Alfiero nel posto che amava di più”, ha detto: il porto. Quello dei pescatori. Lo stesso dove aveva lavorato per tanti anni, quello dove era cresciuto e che sentiva ancora nitidamente “casa”.

Ma, forse, il passaggio più commovente è arrivato subito dopo. Isa ha immaginato il fratello finalmente libero dai limiti che la malattia gli aveva imposto negli ultimi anni. “Da romantica – ha confidato ai presenti – mi piace pensare che possa camminare di nuovo con le sue gambe e, nello stesso tempo, issare la vela del suo Tornado verso l’infinito”. In quel momento era difficile trovare qualcuno che non avesse gli occhi lucidi.

All’uscita del feretro è partito un lungo corteo composto da automobili, moto e perfino biciclette, preceduto da una camionetta della Polizia Locale e dal carro funebre che trasportava la salma di Alfiero. Un serpentone silenzioso, che ha attraversato Cesenatico fino a raggiungere il porto dei pescatori.

Lì, sul molo di Ponente, Alfiero ha ricevuto l’ultimo saluto della sua gente. Pescatori, amici, cittadini. Persone che, in modi diversi, avevano condiviso un pezzo della sua vita. “Questa era e resta la nostra gente”, ha detto ancora Isa. “Gli siamo profondamente grati per quest’ultimo gesto di affetto”.

Il momento più intenso della mattinata, mentre per qualche minuto il tempo è sembrato fermarsi. Il porto, le barche, il mare che Alfiero aveva amato fin da ragazzo hanno fatto da cornice all’ultimo saluto, prima della definitiva partenza verso il crematorio di Tipano.

Ora resteranno le indagini, gli accertamenti, l’attesa per le risposte che la magistratura è chiamata a dare. Ma questa mattina non era il tempo delle accuse, né delle polemiche. Era il tempo dei ricordi. Del rispetto. E di un’intera comunità che, comunque la si pensi, ha voluto dire addio a uno dei suoi volti più conosciuti.

Perché, prima ancora della cronaca, Alfiero Moretti era una persona. E oggi Cesenatico lo ha salutato con il calore che si riserva a chi ha fatto parte della propria storia.

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