Il dietrofront di Mattia Missiroli pretende di riportare la politica alla sua regola più antica: finché non c’è una sentenza, non c’è una colpa. Ma, proprio perché formalmente legittimo, è anche un gesto che sposta il baricentro dal piano giudiziario a quello umano e, soprattutto, politico.
Primo concetto: servono spalle larghissime. Governare Cervia “come prima” è una formula suggestiva, non una prospettiva realistica. Da qui alla fine del mandato la quotidianità amministrativa sarà attraversata da pressioni, allusioni, retroscena, rumors. Ci sarà il fuoco avversario, ma anche quello amico: chi resta in maggioranza chiederà garanzie, chi vorrà smarcarsi lo farà a ogni voto, a ogni delibera, a ogni silenzio.
Il tempo, è vero, a volte scolora le vicende; e in un’epoca di attenzione breve qualcuno proverà persino a dimenticare. Ma è illusorio pensare che il sindaco possa liberarsi davvero dell’ombra finché la magistratura non chiuderà il suo percorso.
Qui serve lucidità, resilienza, perfino una capacità di sopportazione umana fuori scala: ogni inaugurazione, ogni cantiere, ogni emergenza rischia di essere letta con il filtro del sospetto.
Secondo concetto: la politica paga un conto collettivo. La vicenda penale riguarda l’uomo; il ritiro delle dimissioni riguarda l’intera sinistra. Nel Pd c’è chi ha tirato un sospiro di sollievo e chi, al contrario, ha provato disagio e un pizzico di imbarazzo: non solo per i principi, ma per le conseguenze.
Qualcuno era già proiettato verso elezioni anticipate, nuove candidature, un “dopo” che ora è stato congelato. Da qui il rischio di strappi: dimissioni a raffica, tensioni in Giunta, fibrillazioni in Consiglio. E soprattutto un precedente scomodo, perché in una casa politica che ha spesso rivendicato la centralità della questione etica, la scelta di restare non é più solo una questione personale ma rischia di diventare un test identitario.
Missiroli torna, ma non torna al punto di partenza. Torna in trincea. Se riuscirà a tenere insieme amministrazione e comunità lo dirà il tempo; se riuscirà a tenere insieme il suo partito, lo diranno i prossimi consigli comunali.