“Se il problema di Cesenatico per il Comune sono dieci centimetri di un espositore, allora siamo messi davvero male”. È il duro sfogo di Francesco Briganti, uno dei soci della storica tabaccheria di Piazza Pisacane insieme alle sorelle, che punta il dito contro quella che definisce “un’applicazione eccessivamente rigida” del regolamento comunale sul decoro urbano.
Secondo quanto riferito dall’esercente, infatti, negli ultimi mesi la Polizia Locale avrebbe intensificato i controlli sulle attività del centro storico, verificando nel dettaglio il rispetto delle prescrizioni disposte per espositori, arredi ed insegne esterni.


La tabaccheria sarebbe già stata interessata da un primo intervento relativo all’insegna luminosa, adeguata dai titolari per evitare l’elevazione di un verbale. Successivamente, tuttavia, sarebbero arrivati due verbali da 150 euro ciascuno, questa volta legati all’altezza massima degli espositori esterni, fissata a 1,30m.
“Sono arrivati i vigili muniti di metro – racconta Francesco – e hanno misurato gli espositori per poi contestare pochi centimetri. Quando sono arrivato sul posto ho chiesto gentilmente se, visto che li stavamo sistemando, potessero evitare la multa”. Ma niente da fare: “Altri 150 euro”.


Secondo il commerciante, la vicenda non riguarderebbe soltanto la propria attività. “Dopo l’estate scorsa, hanno iniziato a controllare un po’ tutti. Alcuni hanno dovuto cambiare sedie, tavoli e arredi, spendendo anche migliaia di euro. Noi commercianti abbiamo perfino richiesto ed ottenuto un incontro con il Comune, proprio sull’altezza degli espositori, ma dopo quella riunione – nel dicembre 2025 – non abbiamo più ricevuto alcuna risposta”.
Francesco racconta poi che i controlli non si sono limitati esclusivamente all’altezza degli espositori. Più volte, infatti, gli agenti avrebbero contestato anche la loro disposizione sul suolo pubblico. “Paghiamo ogni anno il canone per l’occupazione di suolo pubblico e abbiamo uno spazio ben definito, delimitato dalle colonne del portico. Anche la collocazione degli espositori all’interno di quell’area è stata oggetto di rilievi e diverse contestazioni”, afferma.
Il malcontento, spiega, nasce soprattutto dalla percezione di uno squilibrio tra il rigore con cui vengono applicate alcune disposizioni e altre problematiche quotidiane del centro cittadino. “Capisco che esistano delle regole e vanno rispettate, ma vedere impegnate le Forze dell’Ordine a misurare con il righello gli espositori mentre in città sussistono problemi ben più importanti fa riflettere”.
Il riferimento è anche ad altre situazioni presenti nella stessa area che, secondo alcuni commercianti, meriterebbero analoga attenzione.


Già nell’estate del 2024, inoltre, a pochi mesi dall’approvazione del nuovo regolamento, gli esercenti di Piazza Pisacane avevano chiesto un confronto con l’Amministrazione. In quell’occasione avevano manifestato la preoccupazione per gli effetti delle nuove regole sull’attrattività dell’area, chiedendo di rivedere in particolare la decisione che aveva escluso il ritorno della storica “Giostra di Teo”, per decenni punto di riferimento per bambini e famiglie, trasferita in Piazzale Comandini. Secondo i commercianti, la sua assenza avrebbe inevitabilmente ridotto il flusso di persone e l’indotto per le attività della zona.
La protesta attuale si inserisce pertanto in un dibattito che da tempo coinvolge gli operatori economici del centro storico. Da diversi mesi i commercianti manifestano perplessità sull’applicazione – “tanto stringente” – del regolamento comunale relativo al decoro urbano, che disciplina insegne, dehors, arredi ed espositori esterni. Secondo gli esercenti l’obiettivo di valorizzare il centro è assolutamente condivisibile, ma servirebbe maggiore dialogo con le attività e un’applicazione delle norme più equilibrata.
Dal canto loro, quindi, gli esercenti non richiedono in alcun modo l’abolizione delle regole vigenti. Bensì auspicano che un confronto trasparente e finalmente aperto con l’Amministrazione Comunale permetta di individuare soluzioni che consentano di conciliare il decoro urbano con le esigenze di chi, ogni giorno, lavora nel cuore della città.