22 Ottobre, 2026 Cesenatico

Pesca, Cesenatico si ferma: protesta in oltre 45 marinerie italiane

Anche Cesenatico aderisce alla mobilitazione nazionale della pesca, che coinvolge oltre 45 marinerie italiane, dall’Adriatico al Tirreno, passando per Sicilia e Sardegna. Domani, giovedì 22 ottobre, la protesta porterà al centro dell’attenzione una crisi che da mesi mette a rischio la sostenibilità economica delle imprese ittiche: il caro gasolio, insieme all’aumento dei costi di gestione e alle difficoltà di un comparto sempre più in affanno. La manifestazione locale andrà in scena a partire dalle 10:30, nell’area del mercato ittico, dove – con ogni probabilità – verranno appesi degli striscioni per rendere chiare ed evidenti le ragioni dello stop.

La decisione di incrociare le braccia nasce dalla necessità di richiamare il Governo a interventi urgenti. Per molte imbarcazioni, infatti, uscire in mare è diventato sempre più oneroso, al punto da rendere antieconomiche alcune battute di pesca. Il prezzo del carburante, che prima della guerra in Ucraina oscillava attorno a 55-60 centesimi al litro, ha raggiunto nel 2026 valori compresi tra 1,30 e 1,70 euro, con aumenti che in alcuni casi superano il 100%. Una voce di spesa che incide direttamente sulla redditività delle imprese e sulle possibilità di garantire un reddito agli equipaggi.

Le richieste della categoria sono precise: prorogare il credito d’imposta sul carburante, rafforzare gli aiuti alle aziende, rivedere i criteri di accesso ai ristori e semplificare gli adempimenti burocratici. I pescatori chiedono inoltre un confronto urgente con il Governo per affrontare le criticità del sistema di registrazione e tracciamento delle attività di pesca, giudicato troppo complesso.

La protesta arriva dopo settimane di confronto tra le rappresentanze del settore, che hanno già messo nero su bianco le proprie rivendicazioni. Il rischio, avvertono gli operatori, è che i costi insostenibili costringano un numero crescente di barche a ridurre le uscite o perfino a rimanere definitivamente in porto, con conseguenze per l’occupazione e per l’intera filiera, dai mercati ittici alla ristorazione.

Per Cesenatico la questione riguarda da vicino l’identità economica e sociale della città. La marineria è parte integrante della sua storia e rappresenta un tassello importante dell’economia locale, ma deve fare i conti anche con le trasformazioni ambientali, la diminuzione delle catture e le difficoltà nel ricambio generazionale.

La mobilitazione nazionale, pertanto, vuole essere un segnale forte: senza misure adeguate, il rischio è che a pagare il prezzo della crisi siano soprattutto le piccole e medie imprese della pesca. L’obiettivo è così ottenere risposte concrete e garantire un futuro ad un’attività che, oltre a sostenere numerose famiglie, custodisce un patrimonio di competenze e tradizioni fondamentale per le comunità costiere italiane.

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