27 Settembre, 2026 Cesenatico

Problemi di vicinato per “La Buca”: rabbia tra i condomini della corte

C’è una piccola corte del centro storico di Cesenatico che, da oltre un anno, è teatro di una disputa tra residenti ed attività commerciali. Succede in via Fiorentini 31, dove proprietari e inquilini degli appartamenti che si affacciano sulla corte denunciano il continuo passaggio di bidoni dei rifiuti e dei carrelli di servizio utilizzati dal ristorante La Buca, con conseguenti disagi legati a rumore, sporcizia e disturbo della quiete pubblica.

La protesta è stata formalizzata attraverso una lettera – datata 29 agosto 2025 – indirizzata alla famiglia Calisesi e sottoscritta da diversi cittadini, tra cui alcuni proprietari degli immobili che si affacciano sulla corte e un inquilino residente. Nel documento si lamenta in particolare il passaggio quotidiano dei bidoni nella fascia oraria tra le 14.30 e le 15 e tra le 23 e le 23.30, per sei giorni alla settimana.

Secondo quanto riportato nella segnalazione, il transito dei carrelli provocherebbe rumori molesti dovuti al rotolamento delle gomme sui sanpietrini, allo sbattere del cancello in ferro e, in alcuni casi, anche alla perdita di liquidi provenienti dalla cucina”. I residenti riferiscono inoltre che negli ultimi tempi, attraverso la corte, transiterebbero anche carrelli destinati ai rifornimenti del locale.

Nella lettera viene espressamente chiesto che il ristorante interrompa l’utilizzo della corte come passaggio di servizio, ripristinando, secondo quanto sostengono gli abitanti, il percorso originario. “Chiediamo cortesemente la cessazione dell’utilizzo della corte come passaggio per il ristorante, ripristinandolo alla loro sede come è sempre stato”, si legge nel documento.

A ricostruire la vicenda è anche Lorenza Spinelli, residente nella corte dal 2009, che racconta una storia molto più longeva dell’attuale controversia.

Secondo la sua ricostruzione, negli anni Ottanta sarebbe stato concesso alla famiglia Calisesi, allora proprietaria dell’ex farmacia, un semplice diritto di passaggio per raggiungere il proprio garage in occasione della riqualificazione dell’area con il rifacimento della pavimentazione e delle reti fognarie. “Quel passaggio era stato concesso esclusivamente per consentire l’accesso al garage dei proprietari dell’immobile”, sostiene Spinelli, precisando che, a suo dire, non sarebbe mai stato previsto come accesso di servizio per un’attività di ristorazione.

La residente ricorda inoltre una lunga serie di contrasti già avvenuti in passato con i precedenti proprietari dell’immobile, culminati in numerose raccomandate e nell’intervento di uno studio legale che, racconta, avrebbe successivamente chiarito i diritti dei vari condomini sulla corte.

Oltre al disagio quotidiano, poi, i residenti pongono anche interrogativi sulle diverse modifiche edilizie avvenute negli anni.

Secondo quanto riferito da Spinelli, l’ex farmacia confinante con il ristorante sarebbe stata trasformata e alcuni locali un tempo destinati ad altro uso sarebbero stati incorporati nell’attività. Da qui la richiesta di verificare, attraverso un geometra incaricato, la corrispondenza tra lo stato dei luoghi, le planimetrie catastali e gli eventuali titoli edilizi autorizzativi. “Vogliamo semplicemente capire come stanno realmente le cose”, afferma la residente, spiegando di aver già raccolto documentazione catastale e planimetrie della corte.

Tra gli episodi segnalati figurano, ad esempio, residui alimentari accidentalmente caduti durante il trasporto dei bidoni e dei carrelli, oltre ai rumori prodotti nelle operazioni di movimentazione. Secondo alcuni abitanti il problema si concentra soprattutto nella stagione estiva, quando l’attività del ristorante è più intensa e molti appartamenti vengono occupati per le vacanze.

Nel corso degli incontri – anche casuali – avuti dai residenti con i gestori del locale, riferiscono gli stessi abitanti, sarebbe stato spiegato che l’utilizzo della corte deriverebbe dalla necessità organizzativa di effettuare le operazioni di raccolta dei rifiuti e di servizio attraverso quel percorso. Al momento, tuttavia, sulla vicenda non risultano posizioni ufficiali da parte della proprietà del ristorante.

I residenti ribadiscono ora l’intenzione di proseguire con gli accertamenti tecnici e di valutare eventuali ulteriori iniziative, nella speranza di trovare una soluzione condivisa che consenta di conciliare le esigenze dell’attività commerciale con il diritto alla tranquillità di chi invece abita la corte.

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