La mattina dopo, in via Alessandro Malaspina 3, l’odore acre del fumo accompagna ancora il ricordo della notte. L’incendio divampato sabato 7 novembre a San Mauro Mare è costato la vita a Oliviero Parini (85 anni) e ha lasciato feriti gli altri componenti della famiglia. Una tragedia durante la quale alcuni vicini sono intervenuti disperatamente per aiutare chi cercava scampo dalle fiamme.
Fra loro c’è Giacomo, un residente della zona sulla quarantina. Intorno alle 20.40 si è accorto dell’incendio: il fuoco stava invadendo l’abitazione e Alba, conosciuta da tutti come “Boba”, aveva raggiunto il balcone insieme al figlio Luca.
Giacomo ha scavalcato il cancello della palazzina per tentare di soccorrerli. Le fiamme, però, avevano già interessato anche il balcone e avvicinarsi era impossibile. Ha quindi chiesto aiuto a un altro residente, che nel proprio furgone da lavoro aveva una scala. Insieme l’hanno recuperata, portata oltre il cancello e sistemata per offrire ai due una via di fuga.
Sono stati minuti concitati. Secondo il racconto dei soccorritori improvvisati, Luca avrebbe voluto raggiungere il padre e avrebbe tentato di contrastare il fuoco con una canna dell’acqua. Con l’arrivo dei vigili del fuoco e utilizzando la scala predisposta dai residenti, è stato poi accompagnato in salvo.
Giacomo ha cercato anche di raggiungere l’ingresso della palazzina, nella speranza di aiutare chi si trovava ancora all’interno. Il calore e le fiamme gli hanno impedito di proseguire. «Gli stessi vigili del fuoco hanno impiegato circa un’ora per riuscire a entrare», racconta, restituendo la percezione di un’attesa drammatica.


Durante l’intervento i pompieri hanno salvato anche il cane della famiglia, che si trovava nella propria cuccia. L’animale è stato affidato temporaneamente ai vicini, che se ne stanno prendendo cura.
Per Oliviero Parini, invece, non c’è stato nulla da fare. È stato trovato senza vita nella camera da letto, dove, secondo le prime ricostruzioni, stava dormendo quando l’incendio si è propagato. L’ipotesi iniziale è che sia morto per intossicazione, ma le circostanze del decesso restano da accertare. Gli altri familiari hanno riportato ustioni e sono stati affidati alle cure dei sanitari.
Le operazioni dei vigili del fuoco sono proseguite fino a notte inoltrata, fra lo spegnimento degli ultimi focolai, la messa in sicurezza dell’edificio e il recupero della salma. Nella palazzina abitava soltanto la famiglia Parini. Stefania, avvisata dai vicini, ha appreso quanto accaduto in uno stato di profondo shock.
Il dolore attraversa una famiglia legata alla storia turistica di San Mauro Mare. Le origini del Bagno Alba risalgono al 1961, quando Alba, non ancora maggiorenne, aprì un piccolo bar sulla spiaggia centrale. Nel 1999 nacque anche lo stabilimento balneare: un’attività cresciuta negli anni con il lavoro di Alba, Stefania, Luca e Oliviero, diventata un luogo familiare per generazioni di villeggianti.
Oggi quella storia di lavoro e accoglienza è segnata dalla perdita di Oliviero. Accanto al dolore restano la vicinanza del paese e i gesti concreti di chi è accorso: un cancello scavalcato, una scala recuperata, un aiuto offerto nei minuti in cui trovare una via d’uscita era essenziale.

