La prospettiva di un ampliamento turistico si intreccia con la possibile chiusura di una strada pubblica, mentre a Zadina di Cesenatico cresce la preoccupazione. A sollevare il caso sono alcuni residenti di Via Stoccolma, direttamente interessati da un progetto illustrato nei giorni scorsi durante un incontro con il sindaco e delegato all’Urbanistica, Matteo Gozzoli, al quale hanno partecipato diversi cittadini insieme ad alcuni rappresentanti del Comitato di quartiere.
Al centro della discussione c’è un’area di circa 10.600 metri quadrati, acquistata dopo una serie di aste andate deserte, e l’ipotesi di ampliamento del vicino Pineta sul Mare Camping Village. La struttura fa capo a Glamping Cesenatico, società riconducibile a Terzo Martinetti, che gestisce anche il Cesenatico Camping Village.


Secondo gli elaborati mostrati durante la riunione, il progetto prevederebbe nuove piazzole e servizi, oltre ad un ampio edificio di circa 444 metri quadrati destinato a ristorante, bar, market e magazzino. Ma l’aspetto che più preoccupa chi abita nella zona è un altro: l’acquisizione e relativa incorporazione nell’area del campeggio di un tratto di circa 110 metri di Via Stoccolma, con conseguente interruzione della viabilità pubblica.
“Non siamo contrari a priori agli investimenti privati, ma non si può pensare di sacrificare una strada pubblica per agevolare l’interesse individuale di una struttura ricettiva”, è la posizione espressa dai residenti. La strada rappresenta infatti un collegamento verso il mare ed un passaggio utilizzato anche da chi vive nelle abitazioni circostanti. La sua chiusura, sostengono, causerebbe inevitabili ripercussioni sulla quotidianità, l’accessibilità e perfino sul valore degli immobili.
Le preoccupazioni riguardano anche la vicinanza delle nuove strutture alle abitazioni: negli elaborati presentati, alcune costruzioni sorgerebbero giusto a pochi metri dai confini condominiali, in particolare tramite un edificio destinato ai servizi a circa cinque metri da un’abitazione. Emerge inoltre il problema dell’accessibilità per una residente con disabilità motoria, che percorre abitualmente Via Stoccolma per raggiungere il mare: l’eventuale deviazione comporterebbe un percorso alternativo privo, attualmente, di adeguati marciapiedi e collegamenti protetti.
A far discutere è anche il metodo. “Abbiamo saputo dell’incontro dal passaparola. Nessuna comunicazione è arrivata nelle nostre cassette della posta, né abbiamo trovato alcun avviso ufficiale del Comune”, lamentano alcuni partecipanti, sottolineando come proprio i residenti maggiormente coinvolti non siano stati informati direttamente.



Durante il confronto, il sindaco avrebbe spiegato che il progetto non risulta ancora formalmente presentato agli uffici comunali. Avrebbe inoltre prospettato possibili benefici pubblici derivanti dall’investimento privato e la realizzazione di opere a favore della mobilità. Argomenti che, tuttavia, non hanno dissipato le perplessità.
La mobilitazione è già partita: i cittadini hanno creato un gruppo di coordinamento, che in poche ore ha raccolto oltre cinquanta adesioni, e stanno valutando di rivolgersi ad un legale per verificare la possibilità di tutelare la viabilità pubblica.
La richiesta, per ora, è una sola: trasparenza sul progetto, accesso agli atti e soprattutto chiarezza sul futuro di Via Stoccolma. Perché lo sviluppo turistico, sostengono infine i residenti, non può prescindere dai diritti e dalla qualità della vita di chi a Zadina abita tutto l’anno.