Arriva un momento in cui le parole diventano difficili, le decisioni sembrano più pesanti e perfino le cose più semplici richiedono una mano amica. È in quel momento che entra in gioco il lavoro delle Onoranze Funebri Tassinari, realtà nata nel 2010 dall’iniziativa di Roberto e Liana, oggi diventata un punto di riferimento tra Sala, Cesenatico ed un territorio molto più ampio. Una storia familiare cresciuta nel tempo, dunque, fino a fare della vicinanza alle persone la propria cifra distintiva.
Eppure, all’inizio, Liana nemmeno immaginava di ritrovarsi in questo mestiere. “Non andavo nemmeno ai funerali: vedere le persone piangere mi faceva stare male”, racconta. Fu il marito, Roberto, dopo un’esperienza professionale che non rispecchiava il suo modo di intendere il rapporto con le famiglie, a decidere di mettersi in proprio. Lei accettò di dargli una mano, pensando che, se non fosse riuscita, avrebbe sempre potuto fare un passo indietro. Ma è andata diversamente: ha seguito i corsi di formazione e ha presto trovato il suo ruolo.
“All’epoca, vedere una donna occuparsi direttamente di un funerale non era affatto scontato”, chiarisce Liana, ricordando come all’inizio venisse spesso guardata con sorpresa e diffidenza. Tra le prime a rompere quel tabù, così, il suo percorso ha contribuito a rendere più naturale e riconosciuto il ruolo femminile in un mestiere che, fino ad allora, era stato prevalentemente maschile, dimostrando come sensibilità e competenza tutt’ora non hanno genere.
Oggi si occupa perfino della preparazione e della vestizione delle salme. E proprio qui emerge una tra le dimensioni più intime del suo lavoro: “Per me è un’autentica gratificazione preparare una persona e renderla visibile nel miglior modo possibile. L’ultima impressione che rimane alla famiglia è importante: cerco di lasciare un bel ricordo”. Non si tratta, però, di trasformare o stravolgere. Liana ascolta le richieste dei familiari, ma soprattutto invita a rispettare le volontà di chi se n’è andato: “Bisogna vestire una persona come si vestiva, con quello che era solita indossare. Bisogna rispettare i desideri di chi non c’è più, non soltanto quelli di chi rimane”.
Un cambiamento che Liana ha visto crescere in maniera evidente, fin dall’apertura dell’agenzia, riguarda la scelta della cremazione. “Nei primi anni ne facevamo pochissime, mentre ora sono la gran parte: circa l’80%”, racconta. Una tendenza che trova riscontro anche nei numeri regionali: secondo i dati 2024 di Utilitalia-SEFIT, in Emilia-Romagna la cremazione ha raggiunto il 74,8% dei decessi, contro una media nazionale del 38,94%. Una trasformazione importante, che riflette anche un diverso modo di intendere il commiato: c’è chi sceglie la cremazione per ragioni personali, chi desidera ricongiungersi a un familiare già scomparso e chi, attraverso questa possibilità, trova una soluzione diversa per la propria sepoltura.
Il lavoro, inoltre, non si ferma ai confini del territorio. La presenza di cittadini stranieri e di famiglie con origini lontane comporta spesso esigenze particolari, anche sul piano delle tradizioni religiose e culturali. “Molti vogliono tornare nel proprio Paese, altri invece scelgono di rimanere qui, soprattutto quando hanno figli e familiari in Italia”, spiega Liana. Non mancano le differenze nelle modalità di sepoltura e, in certi casi, l’agenzia arriva ad occuparsi delle procedure necessarie al rimpatrio, indispensabili per accompagnare il defunto nel suo ultimo viaggio verso casa.
È una sensibilità che accompagna ogni fase del servizio: dalle pratiche burocratiche all’organizzazione della cerimonia, dai trasferimenti anche fuori regione e all’estero alla scelta di fiori e allestimenti. Un’attività che non conosce orari: la reperibilità è continua, perché “non si può decidere quando un caro potrebbe lasciarci”.
Tra le attenzioni più significative c’è anche il sostegno psicologico, un servizio che ben esprime la filosofia adottata dell’agenzia. Non si tratta di una proposta automatica rivolta a ogni famiglia: è Liana stessa, attraverso l’ascolto e il rapporto che instaura con chi si rivolge a lei, a cercare di comprendere quando possa esserci un bisogno concreto di aiuto. “Lo capisco dal modo di parlare, da quanto una persona è provata. Non lo propongo a tutti, ma a chi ritengo possa averne davvero bisogno”.
In questi casi, Tassinari mette a disposizione tre colloqui gratuiti con una psicologa, scegliendo tra due professioniste in base alle esigenze ed alle situazioni personali. Non c’è alcun obbligo di proseguire: saranno eventualmente le persone, insieme alla professionista, a decidere se continuare il percorso. Un’attenzione che va oltre l’organizzazione del funerale e guarda a ciò che resta dopo, quando il silenzio e l’assenza diventano parte della quotidianità.


Oggi, accanto a Roberto e Liana, c’è anche il figlio Giacomo, insieme a due collaboratori. Una squadra che ha imparato a condividere responsabilità e sensibilità, senza dimenticare il legame con una comunità nella quale Liana è cresciuta e dove, spesso, le persone che si rivolgono all’agenzia sono volti conosciuti da una vita.
“Ogni funerale è diverso, ogni famiglia ha una storia. Quando accompagno qualcuno dall’inizio alla fine, cerco di capire cosa desidera davvero”. Perché, in fondo, non si tratta soltanto di organizzare un funerale: si tratta di esserci, con discrezione, quando qualcuno ha più bisogno di non sentirsi solo.