Scavi chiusi e già riaperti, cavi a vista, radici dei pini esposte. E soprattutto nessun cartello che indichi chi stia eseguendo i lavori, per conto di chi e con quale autorizzazione. In viale Carducci, al civico 109, i commercianti denunciano un autentico “cantiere fantasma”, dove a mancare è perfino la segnaletica obbligatoria, assenza indicata come irregolare dalle autorità competenti.
“È più di un mese che siamo messi così”, spiegano gli esercenti, ormai esasperati. “Nell’arco di tre mesi hanno aperto e richiuso il cantiere tre volte”, riferiscono, mentre i lavori oggi in corso proseguirebbero già dalla fine di settembre. Gli operai, inoltre, sarebbero intervenuti soltanto a tratti: “Venivano giusto ogni tanto, pochissimo”. Nel frattempo, il disagio per le attività risulta pesante: “In pieno Viale Carducci, in questo periodo, è un danno commerciale enorme”.


Le tubazioni visibili sono compatibili con infrastrutture per telecomunicazioni, in particolare fibra ottica, ma la destinazione va confermata. Sul posto compaiono riferimenti grafici ad aziende, comunque non sufficienti ad identificare committente e impresa esecutrice.
A preoccupare sono anche i pini: parti delle radici dei grossi alberi presenti, infatti, appaiono tranciate. “Se vengono tagliate, cosa succede?”, si chiede una commerciante, temendo conseguenze sulla stabilità con la pioggia e, soprattutto, raffiche di vento. Un timore da verificare tecnicamente, ma che richiama i precedenti recenti. Ad ottobre, in Via Mazzini, un’impresa impegnata in lavori per conto di Open Fiber è stata fermata e sanzionata dopo il taglio delle radici di alcuni pini. Il Comune aveva annunciato verifiche, ma non è dimostrato che il cantiere al civico 109 appartenga allo stesso appalto.


Nel marzo 2025, invece, il sindaco Matteo Gozzoli aveva contestato i ripristini stradali dopo i lavori per la fibra, denunciando rattoppi e condizioni indecorose. Nel febbraio 2026, proprio in viale Carducci, durante lavori per conto di Open Fiber era stata danneggiata una condotta dell’acquedotto all’incrocio con viale Zara, provocando disagi e l’intervento urgente di Hera.
I commercianti chiedono risposte: chi sta scavando, per quale rete, con quale autorizzazione e fino a quando? E chi controllerà il ripristino? La fibra è utile, ma i lavori devono essere trasparenti e rispettosi della strada, degli alberi e di chi vi lavora. In viale Carducci, così, manca innanzitutto un’informazione chiara.